Abitudini e follie: la visita di Francisco e Virginia

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Vivere anziché lasciarsi vivere, perché la vita è tutta questione di abitudini e follie.

Titolo: abitudini e follie. Svolgimento: vai a vivere in un’altra città e inizia la rivoluzione!

Cari Matti, fa freddo dalle vostre parti? Qui a Padova le temperature sono scese sotto lo zero e qualche giorno fa ha fatto tanta di quella neve da attecchire sulle strade e i tetti delle case. Se dico che dalla nostra finestra si vede uno spettacolo magnifico mi credereste?

Assieme alla neve è arrivato un altro graditissimo regalo: non uno ma ben due couchsurfer.

Lui si chiama Francisco e viene da Lima, in Perù.

Lei si chiama Virginia e viene da Bariloche, in Argentina.

Ci hanno mandato una richiesta di ospitalità praticamente in contemporanea e noi, che volevamo ospitarli entrambi, abbiamo dovuto tirare fuori il nostro caro sacco a pelo, affinché si potessero sistemare l’uno in camera e l’altra in salotto.

In questo caso è valso il principio universale “chi prima arriva meglio alloggia”: Francisco ci ha scritto prima di Virginia. Speravamo che se la gestissero da soli, secondo galileo, ma alla fine non c’è stata nessuna galante proposta di invertire le sistemazioni. Nel frattempo noi continuiamo a testare i limiti di abitabilità del nostro appartamento, che per adesso risponde benissimo.

Abitudini e follie tra i viaggiatori moderni.

Sono arrivati belli carichi, senza zaini ma pieni di trolley – che fine hanno fatto i viaggiatori zaino in spalla? Eppure anche loro, come noi, dovranno viaggiare per un bel po’.

Francisco continuerà a trottorellare per l’Europa per tre mesi; Virginia vorrebbe ottenere la cittadinanza italiana – alcuni suoi trisavoli sono originari della provincia di Padova – e lavorare qui come insegnante.

I ragazzacci ci hanno tenuto compagnia per un paio di giorni e ci hanno fatto sorridere con le loro insolite abitudini. Francisco non si è mai levato di dosso il piumino – non oso immaginare il freddo che ha patito quando è uscito di casa! Inoltre ha avuto l’ardire di cucinare pasta in casa di italiani, lasciandola cuocere a oltranza senza curarsi minimamente dei tempi di cottura raccomandati, condendola con salsa di pomodoro giapponese e fagioli in scatola. Eretico!

Virginia ha confermato l’ossessione degli argentini per il Mate, una bevanda tradizionale molto amara e simile al tè, che si succhia da una specie di tazza attraverso un beccucci vagamente simile a una pipa. Impossibile separarli!

E’ quasi Natale e allora regali per tutti!

Con la loro visita i baldi giovini ci hanno fatto un graditissimo pensiero. Niente di materiale, solo incantevoli ricordi. Francisco ci ha ricordato il caos di Lima, il suo traffico folle e gli autobus strombazzanti con le persone costrette a salire mentre sono ancora in corsa. Indimenticabile poi la metro, dove abbiamo dovuto attendere quasi un’ora prima di riuscire a salire a bordo, uno per volta, stipati all’interno di una carrozza dove entravamo a malapena – ma che ne sanno le sardine! – e dove i più audaci e agili salivano a bordo entrando dalle finestre, manco fossero scimmie.

Virginia ha fatto riaffiorare alla mente l’incantevole Bariloche, il maestoso panorama dalla cima del Cerro Campanario, la Ruta de los 7 lagos e soprattutto la nostra amata Cristina, madre adottiva per qualche giorno, con la quale ancora oggi siamo in contatto – il magico potere di Couchsurfing. Approfittando dell’occasione le abbiamo mandato un video di tutti quanti noi assieme, invitandola a raggiungerci appena possibile – la verità è che siamo noi che vorremmo tornare da lei! Le abbiamo registrato il video nel nostro spagnolo maccheronico, lo stesso che abbiamo utilizzato con Francisco e Virginia per farli sentire a proprio agio. Un’occasione utile per rispolverare una lingua nella quale, sebbene un po’ arrugginiti, ce la caviamo ancora (guardare questa video intervista per credere).

Gente che va, gente che viene.

Non è finita qui: neanche il tempo che andassero via i Couchsurfer sono venuti a trovarci Linda e Francesco, una giovane coppia che ci ha seguito durante la nostra luna di miele. Linda ha fermato Simona in palestra intimandole alle spalle “ma tu sei Simona di Simumatti?”. Lo so, è assurdo che Simona fosse in palestra. Così come è assurdo che io sia nuovamente vestito di tutto punto ma non perdo occasione per andare in giro per la città in bicicletta, sfidando ogni condizione climatica.

Ogni nuova città porta con sé un nuovo inizio. A noi piace mettere radici ma anche cambiare le foglie, perdere le vecchie abitudini e cominciarne di nuove, di fresche. Del resto che noia sarebbe se, ovunque andassimo, facessimo sempre le stesse cose, mangiassimo le stesse pietanze e andassimo a dormire alla stessa ora. La vita è fatta di abitudini e follie.

PS. peruviani, argentini o italiani che siano, tutti rimangono scioccati dal fatto che a colazione continui a mangiare di tutto e di più, dalla pasta alla parmigiana finanche ai broccoli, noncurante delle cosiddette buone abitudini. Perché le buone abitudini sono importanti nella vita di uomo ma ci vuole sempre un pizzico di follie per darle il giusto sapore. Del resto qual è il motto di casa Malacaria? “Non si butta via niente”.

Le abitudini sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo i sogni, non le abitudini, e i sogni servono a fare grandi cose. La vita è tutta una questione di abitudini e follie.

“Cambia le foglie ma mantieni le radici”

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