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Cosa vedere a Parigi in due giorni: il primo - SimuMatti

Cosa vedere a Parigi in due giorni: il primo

Cosa vedere a Parigi in due giorni? Noi abbiamo visto Montmartre, Lafayette e gli Champs-Élysées.

Cosa vedere a Parigi in due giorni? Noi ci siamo stati subito dopo il caos di Marrakech, per concederci una pausa defaticante. Abbiamo legato i due paesi in tandem non tanto perché comodo – tutt’altro – ma semplicemente perché stavamo cercando di portare a termine una missione. O meglio due missioni, rigorosamente segrete: io volevo stupirla e lei voleva farsi stupire. Avete capito a cosa mi riferisco? Non vi anticipo nulla. Seguitemi e lo scoprirete!

Cosa vedere a Parigi in due giorni: Sacré-Cœur mon amour.

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Il colmo: reduci da un tour del Marocco siamo stati ospitati (tramite circuito AirBnb) da un marocchino. L’assenza di lenzuola e il bagno di un solo mq – e sono serio – non hanno rovinato l’atmosfera romantica di Parigi. Anzi, abbiamo provato grande stupore nell’uscire per strada e trovarci di fronte la Basilica del Sacro Cuore (Basilique du Sacré-Cœur) in tutto il suo splendore. Com’è ‘omantica! Avendola di fronte non è servito neanche Google Maps per raggiungerla. Più difficile è stato affrontare i suoi “soli” 237 scalini, per salire i quali Simona ha avuto bisogno di un paio di soste del ricambio di un polmone. Donne…

La Basilica ci ha accolti in tutto il suo splendore.

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Tutti ne sono affascinati ma devo essere sincero: appena l’ho vista m’è scappato il risolino. Adesso capisco perché la chiamano “santa meringa”. Situata sul cucuzzolo della collina (butte in francese), in cima a Montmarte (Monte dei Martiri o Monte di Marte), la Basilica domina l’intera Parigi. Il paesaggio è mozzafiato, con tanto di melodia di violino in sottofondo suonata da un artista di strada. In quel momento ho avuto il primo sospetto: forse il fantomatico romanticismo con cui dipingono Parigi non è menzogna. Se l’esterno è mozzafiato l’interno non è da meno. Più che lo stile romano-bizantino è il soffitto a renderla affascinante: è decorato con un mosaico di ben 500 mq, dimensioni che lo rendono meritatamente il più grande di tutta la Francia.

Cosa vedere a Parigi in due giorni: Montmartre.

Montmartre è il quartiere degli artisti. E che artisti! Delacroix, Picasso, Modigliani, Van Gogh, Utrillo e tanti altri. Tutti questi pittori celebri si sono qui riuniti all’epoca della Parigi bohemienne, ritagliandosi un angolo urbano fuori dal caos cittadino. Se dovesse venirvi fame vi informiamo che in zona abbiamo trovato la migliore Boulangerie (panetteria) del nostro tour di due giorni a Parigi.

Cosa vedere a Parigi in due giorni: il muro e il mulino.

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Scendiamo la scalinata e ci indirizziamo verso il Muro dei Ti Amo (Le Mur des Je t’aime) a soli 5 minuti di distanza a piedi. Dicono che su questo muro sia scritto “ti amo” in tutte le lingue del mondo. Non essendo poliglotti non possiamo assicurarvi che sia vero. Di certo conosciamo l’italiano e sappiamo che oltre al “ti amo” qualcuno ha scritto “ti voglio bene”.

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Proseguendo lungo la stessa strada incrociamo un mulino di fiammante rosso vestito. Avete capito di cosa si tratta? Beh, facile: sto parlando del Moulin Rouge, teatro parigino famoso per essere stato pioniere del cancan francese e del provocante burlesque.

Cosa vedere a Parigi in due giorni: la trinità.

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Scendendo da Montmartre abbiamo trovato un’altra chiesetta. Più tardi avremmo scoperto il suo nome: Chiesa della Sainte-Trinité. Non è certamente paragonabile alla santa meringa ma ci ha colpito per le sue dimensioni e la sua sobria eleganza. Al suo interno ci siamo concessi un attimo di ristoro, approfittando di una coppia di giovani violinisti all’opera. L’atmosfera si è rivelata quasi perfetta. Simona non lo sa ma in quel momento mi ha solleticato per la prima volta l’idea di chiederle di sposarmi. Poi la musica si è improvvisamente interrotta e il sogno si è infranto. Per fortuna non sarebbe stata l’ultima occasione a Parigi.

Cosa vedere a Parigi in due giorni: Lafayette.

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Vi piace il lusso? Le Galeries Lafayette sono pane per i vostri denti. Appena entrati sarete circondati da negozi di grandi firme dell’alta moda e della cosmetica. Il tutto all’interno di un ambiente sfarzoso, sotto una cupola di vetro colorato e la musica più glamour in sottofondo. Ma la cosa che più mi ha lasciato basito sapete qual è? La presenza di clienti solo ed esclusivamente di origini asiatiche. Va bene che sono ricchi ma per fare la fila al negozio Louis Vuitton ce ne vuole. Buon per loro, oh!

Cosa vedere a Parigi in due giorni: i Campi Elisi.

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Ritornati all’aria aperta ci siamo messi in marcia verso gli Champs-Élysées, definiti “la più bella strada del mondo“. Anche qui lusso sfrenato, con negozi di firma a destra e a manca. Arriviamo di fronte all’Arco di Trionfo (Arc de Triomphe de la place Charles de Gaulle) e attraversiamo il sottopassaggio per sbucarvi al di sotto. Lì ho avuto il mio secondo sussulto al cuore. Amplificata dall’acustica del sottopassaggio c’era la musica di una violinista, accompagnata da un sottofondo di piano. Anche qui è stato tutto molto ‘omantico. Ma ho desistito: troppe persone per fare scene eclatanti. Sbuchiamo fuori e siamo di fronte alle pareti dell’arco. Imponenti, non c’è che dire. Non ne conosco la storia, pertanto me ne sfugge il fascino profondo. Però le sculture sono belle eccome.

Cosa vedere a Parigi in due giorni: il Louvre.

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La prossima destinazione è il Museo del Louvre, per raggiungere il quale abbiamo dovuto percorrere un bel po’ di strada. Ovviamente camminare mette appetito e quel segugio di Simona individua subito un food truck. La scelta ricade sul famoso croque-monsieur (sandwich grigliato farcito con prosciutto e formaggio) tipico della Francia – diventa croque-madame aggiungendovi l’uovo. Al Louvre siamo stati fortunati: il giorno dopo un folle armato di macete avrebbe scatenato il panico.

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Si fa pomeriggio inoltrato. Usciamo dall’itinerario turistico e ci incamminiamo verso Le Triangle, un brewpub (pub con annesso birrificio). Ma prima passiamo attraverso la coloratissima Fontana Stravinsky, salutiamo il micidiale murales di Salvator Dalì di fronte la Chiesa di Saint-Merri e arriviamo al centro nazionale d’arte e cultura Georges-Pompidou. Il centro è prossimo a spegnere le 30 candeline. Oggi il suo aspetto – un coacervo di enormi tubi colorati che neanche Super Mario – è quasi banale ma 30 anni fa doveva essere futuristico assai. Quella sera saremmo andati a bere in riva al fiume, presso la Paname Brewing Company, concludendo all’insegna del romanticismo una giornata già di per sé abbastanza melensa.

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Per capire cosa vedere a Parigi in due giorni questa piccola guida non basta. Il nostro consiglio è: lasciatevi ispirare. Una cosa è certa: il romanticismo di cui tanto si parla esiste veramente.

Vi piace il nostro itinerario? E voi cosa rispondereste a chi chiede consiglio su cosa vedere a Parigi in due giorni?

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