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Da Marrakech a Ouarzazate: verso il deserto con la neve - SimuMatti

Da Marrakech a Ouarzazate: verso il deserto con la neve

Da Marrakech a Ouarzazate c’è dituttounpo’: deserti rocciosi, montagne innevate e perfino studios cinematografici.

Inizia il tour del Marocco: oggi si va da Marrakech a Ouarzazate. 200 km affrontati in tutta tranquillità. Partenza da Marrakech alle 8 di mattina. Non prima di aver fatto colazione – alla marocchina – sul tetto del riad dove abbiamo pernottato, tra il canto degli uccellini e il sole che si erge sopra l’orizzonte. Lasciata alle spalle la città, la prima cosa che salta all’occhio è il rosso mattone: così caratteristico, così onnipresente. A dire la verità alle porte di Marrakech ci sono ancora diverse macchie verdi. Tuttavia era chiaro come il sole che il deserto era a un tiro di schioppo.

Sogno o son desto: andando verso il deserto spunta la neve?

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La catena montuosa dell’Atlante è da film epico. Noi invece l’abbiamo attraversata ascoltando Eros Ramazzotti…

Non so che idea avete del Marocco. Personalmente prima di partire avevo le idee molto confuse su ciò che avrei trovato. Sicuramente immaginavo distese di sabbia e dune. Giammai mi sarei aspettato di trovarmi di fronte la neve. Vi lascio immaginare lo stupore. Erano le montagne dell’Alto Atlante, imponente catena montuosa che separa Marrakech da Ouarzazate. Da una parte il deserto, dall’altra la neve. E la cosa più affascinante è che questi scenari si sono avvicendati nuovamente sul versante opposto. Micidiale!

Se dico Argan a cosa pensate?

Lungo la strada ci siamo concessi una breve sosta in un piccolo bar scalcinato con annesso negozio di souvenir. Dev’essere una meta comune a molte guide marocchine, visto che qui i souvenir costano un occhio della testa. Però è stato un bene fermarci perché vi abbiamo fatto la nostra prima scoperta gastronomica. Anticipato da divertenti riti propiziatori dell’oste – conditi da palese simpatia verso i miei baffi – abbiamo avuto il piacere di bere il famoso tè alla menta marocchino. Qui la chiamano “birra berbera”. Non solo. Il tè era accompagnato da Harsha (pane di semola di grano duro) e da una coppia di condimenti: il primo era un olio, il secondo una crema. Era crema di Argan. Altro che trattamento di bellezza: la crema di Argan è un balsamo per le papille gustative!

Patrimonio dell’umanità UNESCO all’orizzonte.

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Il ponte che collega ad Aït Ben Haddou

Dopo questa breve sosta riprendiamo il cammino verso la sommità dell’Atlante, attraverso l’impronunciabile Tizi n’Tichka, passo situato a ben 2.260 metri di altezza. Da qui è possibile godere di una visione eccezionale della lunga e tortuosa – non sembrava così tortuosa! – strada percorsa. Verso mezzogiorno arriviamo nei pressi di Aït Ben Haddou. Si tratta di una kasbah berbera, oggi quasi interamente abbandonata – gli unici marocchini rimasti sono i mercanti – e parzialmente in ruderi, diventata patrimonio dell’umanità UNESCO. Il titolo rende la località molto attrattiva e difatti è un coacervo di turisti. Aït Ben Haddou è una ksar, ovvero una ‘città fortificata’, raggiungibile solo attraversando il ponte sul fiume. Le strutture di mattoni di fango rosso e paglia sono state costruite su di una piccola collina, conferendo alla città un aspetto molto caratteristico.

Una location importante, mica micio micio bau bau.

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Il museo del cinema

Qui hanno girato numerosi film (Lawrence d’Arabia, Gesù di Nazareth e Il gioiello del Nilo). Ma a rendere ancora più famosa la location è la sua affascinante storia. Si tratta infatti di una delle più importanti fortezze sopravvissute sull’antica via del Sale, la stessa che conduceva a Marrakech i tesori e gli schiavi provenienti dall’Africa sahariana. Raggiunta la cima è stato possibile ammirare lo splendido scenario: da una parte il contrasto tra palmeti e deserto pietroso, dall’altra le cime innevate dell’Atlante. A questo punto si è fatta ora di pranzo. Abbiamo finalmente assaggiato la famosa tajine, ovvero il piatto servito nel caratteristico contenitore a forma di cono. Si trattava di un cous-cous e di una tajine di pollo. Colori splendidi, aspetto invitante e sapore superiore. Ma soprattutto porzioni abbondanti. Vi sia di avvertimento: il tipico menù turistico marocchino è sufficiente per sfamare due persone alla modica cifra di 8-12 euro.

Rimettiamoci in moto, destinazione “la porta del deserto”.

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La Kasbah di Taourirt in pieno centro a Ouarzazate

Rifocillati e ritemprati ci siamo rimessi in marcia. Destinazione Ouarzazate, “la porta del deserto”. Città famosa per la presenza di ben due studi cinematografici: gli Atlas e i CLA. Qui sono state girate numerose opere cinematografiche hollywoodiane, antiche (Il tè nel deserto, Kundun) e moderne (Star Wars, Il gladiatore). Non è Hollywood, ma Ouarzazate ha visto sfilare personaggi dello spettacolo del calibro di Sean Connery, Michael Caine, Martin Scorsese, Clint Eastwood, Angelina Jolie e Brad Pitt. Considerando anche la presenza di alberghi di lusso e campi da golf, capite bene perché questa città è anche chiamata “Hollywood d’Africa”.Proprio di fronte agli Studios si trova la principale attrazione cittadina: la Kasbah di Taourirt, costruita nel 1700 e ristrutturata nel 1994. Prima di entrare abbiamo preso una guida la quale, oltre a parlare un fantastico inglese, ci ha eruditi sia sulla storia della kasbah che sullo stile di vita delle genti marocchine.

Avevamo percorso solo il tratto da Marrakech a Ouarzazate ma avevamo già visto più cose di quante potessimo immaginarne. Eppure ancora non sapevamo che i giorni a venire sarebbero stati ancora più spettacolari.

Avete viaggiato anche voi da Marrakech a Ouarzazate? Cosa vi ha colpito di più?

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