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Da Merzouga a Marrakech: 600 km tutti d'un fiato - SimuMatti

Da Merzouga a Marrakech: 600 km tutti d’un fiato

Da Merzouga a Marrakech: 600 km tra deserti, montagne e macchine quasi in panne.

Siamo arrivati all’ultima tappa del tour del Marocco: da Merzouga a Marrakech. Ancora una volta sveglia di primo mattino. Il sole deve ancora sorgere e ne approfittiamo per fare una passeggiata nel deserto. Per fortuna, perché questo ci ha consentito di assistere a una delle scene più divertenti dell’intero viaggio: la fuga dei dromedari. Ovviamente è stata un’evasione piuttosto breve, visto che i dromedari erano legati tra di loro e non potevano correre più di tanto. Ma ci ha fatto morire dalle risate vedere il cammelliere andare loro incontro, inveendo in un idioma incomprensibile.

Dalla grande duna alle spalle del bivacco si gode di un panorama interessante.

Purtroppo ci mettiamo in marcia prima dell’alba, che sorge alle nostre spalle. L’orizzonte non si presta bene a valorizzare lo spettacolo di luce e questo rende più facile mandare giù il boccone amaro. Ritornati all’ingresso del deserto facciamo una doccia ritemprante. Dopodiché una colazione da nababbi, sia dolce che salata, con tanto di formaggio di capra e un salume rosa dal sapore molto simile a una mortadella del supermercato.

da merzouga a-marrakech tizi n tinififft

Non ho mai visto il Grand Canyon ma secondo me questo qui gli si avvicina

Quel giorno non ci siamo potuti permettere troppe soste – più di 8 ore di automobile sono già abbastanza – ma abbiamo avuto la possibilità di godere di alcuni panorami molto interessanti. In particolare mi riferisco al passo chiamato Tizi n’Tinififft, molto simile a un grandissimo canyon – la foto non gli rende onore – e che, nonostante non se lo fili nessuno, mi ha incantato molto più di tante altre gettonatissime mete. Molto suggestiva anche la Valle del Draa, collocata sull’omonimo fiume e sede di altre oasi e kasbah.

da merzouga a marrakech valle draa

Valle del Draa: realtà o magia?

Pranzo con finestra sul deserto.

da merzouga a marrakech locale

I mille colori dell’ospitalità marocchina. Peccato non poter trasmettere anche i profumi di incenso!

Ci siamo fermati a pranzare in un luogo bellissimo. All’ingresso ci accoglie un grande atrio con una fontana al centro. Nel frattempo nell’aere si diffonde l’odore di incenso a profumare l’ambiente. Ci troviamo a mangiare in una grande sala illuminata, circondata da vetrate. Esattamente sotto la finestra aperta c’è un anziano che canta e strimpella una sorta di banjo, allietando il pasto. Questa volta facciamo i buoni ed evitiamo di ordinare l’impossibile, limitandoci all’insalata marocchina, al pane e alle superbe olive. Per la prima volta assaggiamo anche la Harissa, una salsa rossiccia a base di peperoncino rosso fresco, aglio e olio d’oliva. Sarà anche piccante ma ci vuole ben altro per preoccupare un palato calabrese. Non sarebbe stato l’unico pasto della giornata. Lungo la strada ci siamo fermati nuovamente al bar nei pressi del Tizi ‘n Tichka, lo stesso dove il nostro amico di due giorni prima ci aspettava per prendere in giro i miei moustaches (‘baffi’).

Raggiungiamo Marrakech in tarda serata e finiamo nella bolgia.

La macchina inizia a dare segnali di cedimento. Arrivati all’ingresso della città la guida spegne il motore e ci chiede l’indirizzo del riad dove avremmo trascorso la notte. Non capiamo cosa dice ma pare piuttosto titubante. Ben presto capiamo che non ha la più pallida idea di come raggiungere la destinazione. Rimette in moto e la macchina subisce un’involuzione: da fuoristrada a trattore. Manca poco così che il motore scoppi. Nel frattempo Google Maps non ci aiuta, anzi. Ci conduce nel mezzo della medina (il centro storico). In quelle strade strette siamo facile preda dei marocchini alla ricerca di espedienti. Per fortuna riusciamo a dileguarci prima che qualcuno entri in macchina. Ovviamente usciamo da un casino per entrare in un altro: il traffico serale di Marrakech. Insomma, voltando e girando ci mettiamo un’oretta ma alla fine giungiamo a destinazione. Quella sera avremmo finalmente mollato gli zaini per concederci un giro a zonzo a Marrakech.

E’ dura fare una volata da Merzouga a Marrakech, soprattutto quando anche il fuoristrada inizia a dare segni di cedimento. Ma ce l’abbiamo fatta. E ne è valsa la pena.

Avete viaggiato anche voi da Merzouga a Marrakech? Cosa vi ha colpito di più?

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