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Da Ouarzazate a Merzouga: verso il deserto attraverso il deserto - SimuMatti

Da Ouarzazate a Merzouga: verso il deserto attraverso il deserto

Da Ouarzazate a Merzouga, alle porte del Sahara: per raggiungere il deserto avremmo dovuto attraversarne almeno altri tre.

Prosegue il nostro tour del Marocco, questa volta con il tratto di strada che corre da Ouarzazate a Merzouga. Sveglia all’alba, tanto per cambiare. Questa volta in palio c’è la possibilità più unica che rara di ammirare il tramonto dal deserto. Con un premio così ambizioso un paio di ore in meno di sonno non sono certo un problema. Colazione e via, di nuovo in sella al bolide per percorrere altri 370 km circa. Ma non prima di osservare alcune meraviglie naturali. Una fra tutte? Le montagne rocciose nella Valle del Dades.

Il deserto è stupendo ma il deserto roccioso è superbo.

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La Valle di Dades all’alba è un tripudio di colori caldi

Denominata anche “Valle delle mille Kasbah”, la Valle del Dades è frutto di 600 milioni di anni di erosione da parte degli elementi. Attraversata dall’omonimo fiume è oggi la strada principale che collega il deserto alle antiche oasi commerciali del Tifilalt. Oasi, palmeti, deserto e kasbah si succedono continuamente, dando vita a uno scenario mozzafiato.

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Dall’alto delle Gole di Dades. Tortuosetta la strada, eh?

Lo spettacolo più suggestivo di tutti sono le imponenti formazioni rocciose di colore rosso, che si tingono di oro alla luce dell’alba. Dalla loro sommità si osserva una strada molto simile a quella vista il giorno prima dal Tizi ‘n Tichka.

Dopo le Gole di Dades tocca alle Gole di Todra.

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Le Gole del Todra: una stazza di ben 600 metri!

Le Gole del Todra sono definite le più belle Gole del Marocco meridionale. A renderle famose sono le imponenti pareti rocciose alte fino a 160 metri. Non per nulla la zona è ambita meta dei climbers – ne abbiamo visto qualcuno all’opera. Queste rocce sono attraversate dall’omonimo fiume ed è proprio passeggiandogli accanto che si arriva alle Gole. All’interno delle Gole, che nel loro punto più stretto sono larghe appena 10 metri, si raggiunge una sorta di oasi lussureggiante (Todra Kloof). Non abbiamo avuto il tempo di fermarci, ma pare esista anche un percorso di trekking che risale le Gole. Torniamo indietro e ci rimettiamo in macchina, attraversando la superba oasi di Tinghir (‘delle montagne’). La strada da Ouarzazate a Merzouga è ancora lunga.

Pranzo con vista sul deserto.

Ci fermiamo per rifocillarci nell’ennesimo locale per turisti, assaggiando un altro piatto tipico marocchino: le brochettes (spiedini di carne aromatizzati) con riso giallo e patatine fritte. Pasto ancora una volta più che abbondante, reso suggestivo dalla vista del deserto pietroso di fronte. Rifocillati ci mettiamo in macchina. Lungo la strada si trova un’altra oasi: si chiama Erfoud ed è famosa per il suo festival dei datteri. Al di fuori del festival non sembra granché. Noi però siamo stati costretti a fermarci alla ricerca di un internet point. Trovarlo non è stato facile e ci siamo dovuti arrendere all’ennesimo marocchino che pretendeva di aiutarci in cambio di soldi. Decisamente più sfizioso il mercato ortofrutticolo. Ma attenzione: una volta entrati sarete alla mercé dei mercanti. Ve li farete amici con un paio di monete. In cambio riceverete spezie come se non ci fosse un domani.

Finalmente si inizia a vedere un po’ di sabbia.

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Foto di gruppo sul dromedario

Introdotti dal deserto sabbioso, il primo visto sinora, arriviamo a Merzouga, cittadina antistante il deserto del Sahara. La città si trova a poca distanza dalle dune dell’Erg Chebbi, dove avremmo trascorso la notte. E’ una vera e propria porta d’ingresso al deserto. Qui ci aspettavano il cammelliere e i suoi dromedari, in sella ai quali avremmo raggiunto l’accampamento berbero in pieno deserto. Ma ancora non sapevamo quello che ci aspettava. Innanzitutto ci tengo a precisare che i poveri dromedari non puzzano come si dice. Salire in groppa è un gioco da ragazzi, grazie all’aiuto del cammelliere. Neanche stare in groppa è un problema. Il difficile è tenere a bada il bullo del gruppo, che mi aveva preso di mira e si divertiva a mordermi. Ma la cosa più ardua è smontare dalla sella: per farlo il dromedario compie un’evoluzione verso il basso molto pericolosa. Tenersi dalle redini è obbligatorio o si rischia di essere catapultati a terra. Ovviamente Simona continuava a gridare già da un bel po’. Donne…

Tramonto, notte e successiva alba viste dal deserto: uno spettacolo magico.

da ouarzazate a merzouga deserto sahara

Siamo ricchi, abbiamo trovato l’oro! Ah… è sabbia, dite?

Dopo circa mezzora sul dorso del dromedario rimettiamo i piedi per terra. Siamo in mezzo alle dune dell’Erg Chebbi, una delle due ergs (gruppi di grandi dune) sahariane del Marocco. Lì si trova il nostro accampamento berbero. Niente di estremo: ci sono persino i servizi con lo scarico. Dopo i saluti di benvenuto e l’immancabile tè alla menta, tutta la comitiva si incammina per poter ammirare il tramonto dalla cima delle dune. Di fronte a noi si estende la città di Merzouga. Più che il tramonto in sé è stato suggestivo ammirare le infinite sfumature della sabbia del deserto, che da rosso mattone assume le tinte dell’oro.

Il falò con i berberi è un’esperienza mistica.

da ouarzazate a merzouga accampamento berbero

Una serata fe-no-me-na-le!

Si cena presto, praticamente a orario da ospedale, ma la qualità del cibo è forse la più buona di tutto il viaggio in Marocco. Dopodiché tutti intorno al fuoco, nel deserto, cantando e suonando gli strumenti tradizionali. E’ un lento assopirsi di fronte al calore del fuoco e alle musiche martellanti, ipnotiche, circondati dal deserto. Avevo parlato di escursioni termiche terribili e invece si sta divinamente – merito delle coperte dei berberi. E’ tutto così magico. Di tornare a dormire in tenda non se ne parla proprio. Chiedo consiglio alle stelle che mi danno il loro benestare. Lascio Simona nella tenda e torno nel deserto. Quella sera avrei dormito all’aperto, sotto il più bel firmamento che avessi mai visto.

Il viaggio da Ouarzazate a Merzouga è uno spettacolo. Bello il deserto, ma ancora più bello il percorso che bisogna fare per raggiungerlo.

Cosa ne pensate del nostro viaggio da Ouarzazate a Merzouga? Avete visitato qualcuna delle località menzionate?

  1. Federica says:

    Ciao! Secondo te è fattibile da Merzouga arrivare fino ad Ouarzazate in un giorno solo con la moto? Ho sentito opinioni discordanti e vorrei un parere da chi ci è stato.
    Grazie!

    • Matteo says:

      Ciao Federica. Sulla carta è fattibile ma tutto dipende dalla tua esperienza sulle due ruote e dal mezzo con cui affronterai l’esperienza. Non sottovalutare neppure il clima: quando siamo stati in tardo Gennaio c’era la neve!
      Sulla scorta della nostra esperienza posso dirti che lo scenario è affascinante e, se non vuoi andare di fretta e goderti le varie soste, ti consiglio di partire presto e sfruttare il più possibile la luce solare. Facci sapere se riesci nell’impresa 😉

  2. Andrea says:

    Sono rientrato oggi dal Marocco. La strada è molto lunga, percorsa domenica con un sole quasi estivo in un minivan. Presenta un po’ di insidie, alcuni tratti somo sterrati causa lavori locali. La cosa più pericolosa sono i possibili ostacoli, capre, cani e addirittura nel tratto più vicino a Merzouga attraversano i dromedari. Secondo me è da percorrere assolutamente con la luce diurna.

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