Domande frequenti – FAQ

Le nostre risposte alle vostre domande frequenti

Quanto è durato il vostro viaggio?

Un anno, precisamente 373 giorni. Indimenticabili!

Quanti e quali Paesi avete visitato?

L’itinerario iniziale ha subito diverse modifiche durante il viaggio. Alla fine abbiamo toccato 14 Paesi in 3 continenti, nel seguente ordine: Stati Uniti, Messico, Perù, Bolivia, Cile, Argentina, Nuova Zelanda, Australia, Indonesia, Malesia, Birmania, Giappone, Cambogia, Thailandia.

Come abbiamo avuto quest’idea?

Galeotto fu il matrimonio, questi sconosciuto. A quei tempi convivevamo in Inghilterra e iniziavamo a fantasticare sul nostro matrimonio. Prima ancora delle nozze però ci incuriosiva l’idea di partire in luna di miele. Un bel giorno Simona mi disse: “perché non facciamo il giro del mondo?”. Grande Giove! Quella domanda fu illuminante, fu come aprire il Vaso di Pandora. Dopo un paio di giorni sono tornato a casa con una bozza di itinerario esclamando entusiasta “eccolo qui: il nostro giro del mondo in luna di miele!”

Quanto è costato il viaggio?

Renderemo pubblica la notizia sul blog ma prima vogliamo farci bene i conti. Vogliamo approfittare dell’occasione per far capire cosa intendiamo con l’espressione “viaggiare costa meno di quanto si creda, a patto di scendere a compromessi”. Vorremmo che l’esperienza di un intero anno di viaggio diventi più che un mero numero. Portate pazienza.

Però vi faccio un’anticipazione: un anno di viaggio è costato meno di un giorno di matrimonio!

Come avete fatto con il vostro lavoro?

Entrambi abbiamo deciso di lasciare il rispettivo lavoro prima di partire. Io ho prima rinunciato a un contratto a tempo indeterminato e poi a qualunque lavoro online per concentrarmi sul viaggio al 100%.

Simona ha rinunciato a corsi, concorsi e candidature con decorso successivo alla data del matrimonio.

Per un anno il nostro lavoro è stato viaggiare. Un lavoro duro ma ricco di soddisfazioni che ci accompagneranno per tutta la vita.

Come vi siete spostati durante il viaggio?

Ogni volta è stata un’esperienza diversa. Negli USA abbiamo noleggiato un’autovettura, così come successivamente in Nuova Zelanda – dove abbiamo fatto salire a bordo 9 autostoppisti in 7 giorni – e in Australia. L’auto è stata necessaria per coprire velocemente le enormi distanze e per offrirci l’indipendenza necessaria a gestire gli appuntamenti con i vari microbirrifici – per chi non lo sapesse sono un aspirante sommelier della birra. Sapevamo già che avremmo fatto ricorso all’autovettura e per questo abbiamo richiesto la patente internazionale di guida prima di partire.

In America Latina e in Sudest Asiatico abbiamo preferito muoverci lentamente, facendo ricorso al trasporto pubblico locale, rimanendo a contatto con le persone del luogo. In Giappone abbiamo alzato l’asticella delle difficoltà e ci siamo mossi solo ed esclusivamente in autostop, da Tokyo a Hiroshima e poi a Osaka. Ci è piaciuto così tanto che senza motivo abbiamo deciso di farlo anche in Thailandia.

Come vi siete organizzati in caso di malattia?

Adesso lo possiamo dire: siamo adulti e vaccinati! Vaccinati nel vero senso della parola: prima di partire abbiamo seguito la necessaria profilassi vaccinale. Ovviamente non esiste vaccino contro gli imprevisti, pertanto abbiamo creato un piano di riserva: l’assicurazione di viaggio.

Quanto tempo vi è servito per organizzare un anno di viaggio?

Abbiamo iniziato a pensare alla luna di miele con largo anticipo ma è solo nei tre mesi precedenti che abbiamo veramente iniziato i preparativi. Giocare d’anticipo serve per soddisfare i necessari adempimenti burocratici (passaporto, visti) e sanitari (vaccinazioni).

Sempre con tre mesi di anticipo abbiamo di volta in volta acquistato i voli, risparmiando parecchio. Stop. Tutto il resto lo abbiamo organizzato direttamente sul campo, all’avventura.

Qual è stato il posto più bello e quale quello più brutto?

Il Messico ha conquistato un posticino nel mio cuore. Siamo stati faccia a faccia con la povertà, ospiti di persone che non avevano praticamente nulla. Eppure ci è stato offerto tutto, anche a costo di privarsene. Questa generosità ci ha commosso e ci ha fatto capire quanto può essere grande il cuore degli esseri umani. E poi diciamolo, il cibo messicano spacca!

Simona ha invece amato l’Argentina, un Paese che l’ha fatta sentire come a casa. L’Argentina è di fatto l’Italia dell’emisfero meridionale: qui praticamente tutti hanno un parente italiano e, oltre alle parolacce più comuni, hanno acquisito anche il modo di gesticolare tipico degli italiani.

Però se entrambi dovessimo scegliere dove andare a vivere la nostra scelta sarebbe il Giappone. Lì è un mondo completamente diverso e noi ne siamo rimasti folgorati. È difficile descriverlo, bisogna provarlo sulla propria pelle. C’è però un piccolo grande problema: la lingua.

Un altro sogno sarebbe lavorare 6 mesi e vivere il resto dell’anno in Sudest Asiatico. E’ un mondo affascinante, ci sono un sacco di cose da scoprire e noi non vediamo l’ora di farlo. Abbiamo avuto un assaggio e adesso c’è venuta fame!

Il posto più disgraziato? Niente Messico, Perù, Birmania o Cambogia, che tutti ci hanno detto essere pericolosissimi. Incredibile ma vero, il momento più terribile lo abbiamo vissuto a Los Angeles! Qui, dietro le luci dei riflettori, si nasconde una tendopoli nel più completo degrado.

Quanto abbiamo risparmiato per finanziare il viaggio?

Dietro il progetto SimuMatti non c’è nessun salvadanaio, abbiamo semplicemente fatto ricorso ai rispettivi risparmi. Abbiamo messo tutto assieme, abbiamo fatto i conti e basta, ce lo siamo fatto bastare. Per riuscire a far quadrare il budget abbiamo dovuto rimboccarci le maniche e fare tutto da noi, rinunciando alle comodità. Abbiamo così realizzato un corso accelerato di economia, superato con lode.

Come abbiamo pianificato l’itinerario?

Abbiamo tenuto conto di due fattori: i nostri interessi personali – per Matteo la birra e il cibo, per Simona la storia e l’arte – e il budget a nostra disposizione. Sulla base della previsione di spesa per ciascuno dei singoli Paesi – alcuni hanno uno stile di vita più costoso di altri – abbiamo realizzato un itinerario equilibrato, composto da Paesi “ricchi” e “poveri” nella proporzione 1:3.

Quali adempimenti burocratici avete seguito?

Fortunatamente solo il passaporto. Ma attenzione: possedere un passaporto non è sufficiente quando si pianifica di partire per lungo tempo. Bisogna verificare che sia abbastanza longevo e sincerarsi cheabbia almeno 3 mesi di validità residua alla data di ingresso in alcuni Paesi. Chiedete a Simona il panico che ha provato quando a scoperto di dover rinnovare il proprio passaporto prima dell’ingresso in Cambogia, perché le sarebbe scaduto in 2 mesi e 25 giorni. Ci vuole sfiga. Per fortuna l’ambasciata italiana in Thailandia spacca!

Quali sono i vostri prossimi programmi?

Adesso siamo in letargo, per modo di dire. Entrambi stiamo sia lavorando che studiando, ciascuno nei rispettivi ambiti: Matteo la birra e Simona la medicina. Ma credetemi se vi dico che tutto è più rilassante di un anno di viaggio zaino in spalla in modalità low cost. Dopo un’esperienza così estenuante occorre un po’ di meritato riposo. Non solo. Abbiamo visto così tanto in così poco tempo che sentiamo l’esigenza di “ossigenare” il cervello. Poveraccio anche lui è andato in tilt!

Questo viaggio è stato l’inizio della nostra vita di coppia e abbiamo posto le basi per una futura famiglia. Adesso non facciamo programmi a lungo termine ma preferiamo procedere a piccoli passi. Di certo le nostre (dis)avventure non sono finite. Pertanto seguiteci, il viaggio continua!

Matteo e Simona