Grand Canyon USA: le meraviglie del South Rim

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Il Grand Canyon USA è qualcosa di sensazionale e in questo articolo vi mostro le sue meraviglie.

Dopo esserci lasciati alle spalle il versante nord e oltre tre ore di macchina raggiungiamo il versante sud del Grand canyon USA (South Rim). E’ la parte più famosa di questo parco nazionale, che promette escursioni magnifiche. Siamo arrivati al tramonto, giusto in tempo per montare la tenda utilizzando i fari della macchina per fare luce. Vi faccio una domanda: come pensate che sia il clima nel Grand Canyon? E’ un deserto ma non aspettatevi temperature roventi. Qui l’escursione termica tra giorno (afoso) e notte (gelida) mette a dura prova la tempra. Se anche voi avete intenzione di fare campeggio sappiate che ne vale la pena però preparatevi a dormire a temperature sottozero. Roba da far rabbrividire!

Campeggiare nel Grand Canyon USA: che esperienza!

Dobbiamo ringraziare i sacchi a pelo imbottiti se siamo riusciti a sopravvivere alla notte. Si dice che all’interno dei sacchi a pelo sia consigliabile dormire nudi per massimizzare il riscaldamento, beneficiando del calore corporeo. Ma con quel freddo col cavolo che dormivamo nudi! Abbiamo preferito ripiegare su una soluzione antiestetica ma efficace, ovvero un pigiama modello omino Michelin, indossando una pila di abiti uno sopra l’altro.

Grand Canyon USA: un risveglio da leoni.

Nonostante l’abbigliamento a cipolla ci siamo svegliati come dei pezzi di ghiaccio. Abbiamo dovuto riscaldarci a lungo prima di tornare a muoverci senza sembrare robot. Però il risveglio è certamente la cosa più gratificante del dormire in tenda. Ritrovarsi in mezzo alla natura, nel più totale silenzio rotto solo dai suoni del vento e dei pochi animali mattutini, non ha prezzo. Assistere al sorgere del sole è poi la ciliegina sulla torta. Una doccia calda – la struttura mette a disposizione la doccia a gettoni: quattro minuti di acqua calda che valgono oro – e via, che le escursioni Grand Canyon abbiano inizio!

Cosa vedere nel Grand Canyon: il fiume Colorado.

grand-canyon-usa (4)Siamo giunti al Grand Canyon con l’intenzione di raggiungerne il fondo, ovvero il letto del fiume Colorado. Sia Mike (Holland) che Sean (Santa Fe) – gli amici che abbiamo incontrato durante il viaggio on the road negli Stati Uniti – ci avevano raccomandato questa suggestiva esperienza. Non per nulla il letto del Canyon è la meta più ambita dagli escursionisti. Solo qui si celebrano i principali eventi del Parco Nazionale, riti e spettacoli dedicati alla cultura indigena e alla natura. Purtroppo le nostre previsioni si sono rivelate troppo ottimistiche. Ci hanno pensato i ranger a farci rinsavire.

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L’escursione completa richiede almeno 2 giorni, con sosta obbligata dal Parco Nazionale sul fondo del canyon. La sosta è necessaria non tanto per spezzare il percorso (circa 20 km totali) quanto per consentire al corpo di acclimatarsi dopo un dislivello di oltre 1 km tra cima e fondo – la differenza di ossigeno causerebbe nausea e vomito.

Escursioni Grand Canyon: (almeno) lo Skeleton Point.

Non ci siamo demoralizzati. Archiviata l’idea di raggiungere il letto del Grand Cayon USA e mossi da indomito spirito d’avventura abbiamo comunque portato a casa il nostro personale traguardo, raggiungendo lo Skeleton Point. Si trova a metà percorso ed è il primo punto panoramico da cui è possibile intravedere il fiume Colorado. Per chi volesse cimentarsi nell’impresa il percorso in questione si chiama South Kaibab Trail ed è lungo 9.6 km totali, equamente divisi tra salita e discesa, con eventuale sosta al km 2.4 km chiamato Cedar Ridge Point.

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L’ultimo tratto è quello più duro: guardate che salita!

Mike ci aveva avvertito: “il Grand Canyon è assai ripido”. Ci eravamo preparati al peggio ma evidentemente non è stato sufficiente. La discesa che ci siamo trovati di fronte era talmente ripida da poterla fare scivolando. Il problema dei percorsi in discesa è che sono ingannevoli: sembrano leggeri ma in realtà mettono a dura prova le ginocchia e i polpacci, costretti a frenare una discesa che altrimenti si farebbe rotolando. Lo sa bene Simona, che ha iniziato patire dolore già a metà percorso. E lo sanno anche le mie gambe, che una volta giunte a destinazione hanno iniziato a tremare, scaricando la fatica.

Per fortuna durante l’escursione non si rimane soli: i muli di montagna abitano questi luoghi. A loro è affidato il duro compito di trasportare i sacchi di rocce utili a ripavimentare il sentiero. Una compagnia piacevole se non fosse che, assieme alle rocce, i muli lasciano dietro di sé i propri bisogni e il loro odore poco balsamico.

Grand Canyon Arizona e il fiume Colorado.

La vista dallo Skeleton Point è bella ma il fiume Colorado si vede a malapena. A rendere veramente gratificante il panorama è la brezza fresca dopo i sudori della discesa, il riposo che riconcilia con la natura e gli scoiattoli alla ricerca di cibo. Tutto è ancora più bello se accompagnato da uno spuntino ristoratore. Per noi un paio di bagel con burro d’arachidi sono diventati il pasto più buono e ritemprante del mondo.

Una volta ristorati è tempo di rimettersi in marcia. Purtroppo dopo la discesa c’è la salita. E una volta in fondo non c’è via d’uscita: o la salita o niente. C’è voluta una bella dose di determinazione per rimettersi in marcia. L’alternativa è l’elicottero ma dubito che sia disponibile.

Escursioni Grand Canyon: ci siamo messi alla prova, ciascuno a modo suo.

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Simona ha provato a spiegare al suo testardo ginocchio chi è che comanda; io mi sono lanciato in una sfida di velocità, risalendo il canyon senza fare soste. Entrambi siamo riusciti nel nostro intento. E volete sapere una cosa? Simona è stata anche più rapida del previsto. Evidentemente le nostre escursioni la stavano forgiando, nel corpo e nella mente. Che donna!

Parco Nazionale Grand Canyon: la magia del tramonto dal Yavasu Point.

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Il Grand Canyon, il tramonto e la birra artigianale. Di che altro dovremmo avere bisogno?

Il pomeriggio, esausti, abbiamo deciso di far riposare le gambe. Ma non siamo rimasti senza far niente. Prima abbiamo ammirato il tramonto dal punto panoramico chiamato Yavasu Point, brindando alla riuscita della nostra missione con un paio di birre artigianali. Noi, la birra e sullo sfondo il Grand Canyon USA. Tutto molto romantico, nevvero? Magari! Preparatevi perché non sarete soli: il tramonto è famoso e assieme a lui arriverà anche l’esercito del selfie. Ma vi lascio una dritta: non fuggite via al calar del sole. Attendendo pochi minuti avrete il punto panoramico tutto per voi, nelle tinte del viola. Questo sì che sarà romantico!

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Grand Canyon Arizona e il firmamento più bello del mondo.

Avevamo un’altra ragione per abbandonare per ultimi il Yavasu Point: attendere la notte. Questo punto panoramico è infatti lontano da altre fonti di luce. Senza inquinamento luminoso qui la notte è perfettamente buia. E’ stato così che quella notte abbiamo osservato – a occhio nudo – il firmamento più bello che avessimo mai visto (anche più bello di quello del deserto del Sahara).

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Sopra di noi una quantità inaudita di stelle luminose, incorniciate dalla via lattea. E’ stato in quel momento che, abbracciati sul tetto del Grand Canyon, il calore delle nostre emozioni ha spazzato per un attimo il freddo circostante. Sarebbe stato bellissimo rimanere lì ma il gelo della notte non si è fatto attendere. Quella stessa notte ci siamo scambiati una promessa: avremmo nuovamente campeggiato in spiaggia, beneficiando della calda stagione per dormire sotto le stelle.

Non ci sono freddo o afa che tengano. Trascorrere una giornata all’interno del Grand Canyon USA è un’esperienza fenomenale che mi sento vivamente di consigliare.

Avete visitato anche voi il Grand Canyon USA? Cos’altro suggerite di visitare?

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Siamo Matteo e Simona, una coppia di sposini che, ancora fresca di matrimonio, ha deciso di mollare tutto per coronare il sogno della propria vita: compiere il giro del mondo in un anno, zaino in spalla. Fu così che tutto ebbe inizio.

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