Isola di Skye: benvenuti in paradiso insieme a noi

L’Isola di Skye è zeppa di percorsi per trekking, hiking e cycling. Ma anche “solo” vederla è uno spettacolo per gli occhi.

Una delle tappe più entusiasmanti del nostro tour della Scozia è stata senza ombra di dubbio l’Isola di Skye. Anzi, non ce ne vogliano le altre ma l’Isola di Skye è tanto bella che ce ne siamo innamorati. Da sola vale un intero viaggio in Scozia. Descriverla non rende l’idea. Un’isola, certo. Ma più che un’isola è uno scrigno che racchiude un tesoro. E’ così piccina che la potete circoscrivere in una sola giornata, esattamente come abbiamo fatto noi. Ma proprio perché ci siamo stati vi diciamo che un giorno è troppo poco. Il nostro consiglio è di trascorrervi almeno due giornate piene: l’Isola di Skye offre una caterva di attrazioni che sarebbe un peccato lasciarsi scappare.

L’Isola di Skye è il paradiso per gli amanti dell’escursionismo.

isola di skye viaggio

Sull’Isola di Skye abbandona ogni mappa e fa che sia la strada a portarti a destinazione

L’Isola di Skye offre paesaggi favolosi. Ma a renderla superba è l’incredibile ammontare di attività all’aperto che è in grado di offrire. La ameranno soprattutto gli appassionati dell’escursionismo, del trekking, dell’hiking e del cycling. Vi sono percorsi naturalistici modulati per tutte le difficoltà, uno più bello dell’altro. Ecco perché una sola giornata non basta: vale la pena seguirli tutti. Il problema è che ciascuna dura almeno un paio d’ore.

Neanche il tempo di arrivare sull’isola che già c’è qualcosa da vedere.

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A quanto pare Simona è famosa anche sull’Isola di Skye

Per arriva sull’Isola di Skye da Inverness dovrete attraversare le 5 Sisters of Kintail. Kintail è un’area montuosa e le ‘5 sorelle’ sono le sue sommità più suggestive. Al di qua del ponte che conduce sull’Isola di Skye si trova Kyle of Lochalsh, piccolo villaggio scozzese. Nei suoi pressi non potete perdere l’Eilean Donan Castle, una delle attrazioni più suggestive delle Highlands scozzesi. Controllate gli orari di apertura al pubblico quando disegnerete il vostro itinerario, per evitare di trovarlo chiuso – come nel nostro caso – al momento della visita.

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Tramonto con vista sul Eilean Donan Castle

Il castello a sua volta si trova su una piccola isola in mezzo a tre grandi laghi, collegata alla terraferma da un ponte di pietra. La costruzione risale al 13esimo secolo, è andata parzialmente distrutta dalla rivoluzione giacobita nel 1719 ed è stata successivamente ricostruita nel 1911. Purtroppo non abbiamo potuto visitarlo all’interno. In compenso abbiamo potuto godere dello splendido gioco di luci al tramonto, con il sole alle spalle del castello e un fortissimo contrasto.

Old Man of Storr: l’imponenza fatta roccia.

isola di skye old man of storr

In questa foto si scorge appena, ma quando la nebbia si dirada si vede un enorme macigno sulla sommità. Sembra essere stato posto lì da un ciclope

Giunti sull’Isola di Skye ci siamo resi conto di quanto sia stato provvidenziale il noleggio della macchina – difficilmente saremmo riusciti a muoverci coi mezzi pubblici. La prima tappa si chiama Storr, una montagna di 719 metri di altezza, il punto più alto di tutta la penisola del Trotternish. Old Man of Storr è il nome del punto panoramico più suggestivo. Il ‘vecchietto’ è un mastodontico monolite di ben 55 metri. Le sue dimensioni lo rendono imponente di per sé. Ma trovarselo di fronte sospeso nella nebbia, ritto in piedi come se fosse stato poggiato sulla montagna da un’entità ultraterrena, lo rende addirittura colossale. Vi consigliamo di attrezzarvi bene per l’escursione: qui nebbia, vento e pioggia sono all’ordine del giorno. Una giacca antivento e idrorepellente vi salverà. Un’ancora legata ai piedi potrebbe salvare i più smilzi dallo spiccare il volo.

Dalla montagna al mare.

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Alle nostre spalle il Kilt Rock e le Mealt Falls

Proseguendo abbiamo raggiunto la Kilt Rock e il Quiraing. La prima è una scogliera a strapiombo sul mare, così chiamata in quanto l’erosione ha creato una sorta di pattern a quadretti simile al kilt scozzese. Dal punto più suggestivo è possibile ammirare le cascate chiamate Mealt Falls. Ancora una volta: preparatevi al vento. Qui è addirittura così forte che a volte l’acqua che scende dalla cascata viene spazzata via prima di toccare terra.

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Quiraing: Scozia o set de Il Signore degli Anelli?

Il secondo è un altopiano vulcanico, perfetto per una passeggiata tra le rocce. Chiamarla passeggiata è un eufemismo: ci sono punti in cui il sentiero si interrompe e per passare da una parte all’altra bisogna saltare (quasi) nel vuoto. Ho visto un sacco di persone rinunciare e tornare indietro. Noi ce l’abbiamo fatta. Perlomeno fino a quando il ginocchio di Simona non ha ceduto.

E in mezzo all’oceano spunta un bianco faro.

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Il Neist Point e il suo bianco faro

L’ultima destinazione del nostro giro dell’Isola di Skye si chiama Neist Point. Si tratta del punto più occidentale dell’isola e possiede il faro più famoso di tutta la Scozia. Vi è solo una strada per raggiungerlo, a una sola carreggiata e senza ombra di vita umana. E non finisce qui. Arrivati al parcheggio dovrete percorrere altri 2 km a piedi per raggiungere il faro. Lo scozzese presso il quale abbiamo pernottato a Kyle of Lochalsh – villaggio alle porte dell’Isola di Skye – ci ha sconsigliato di seguire il percorso, ritenendolo troppo turistico e poco originale. Al contrario ci ha consigliato un fuori strada in cima alla collina sulla destra del faro. Così abbiamo fatto. Arrivati in cima abbiamo goduto dello splendido panorama dell’oceano, con il faro sull’orizzonte a fare da guardiano dell’isola. Il tutto in completa solitudine. Molto romantico, nevvero? ❤

Bisogna rientrare. Ma non prima del bicchiere della staffa.

Prima di attraversare il ponte e salutare l’Isola di Skye abbiamo fatto tappa al Seuma’s Bar. Ci sarebbe piaciuto – meglio: a Matteo sarebbe piaciuto – visitare il birrificio locale (Cuillin Brewery) ma era chiuso. Poco male. Con 4.000 whisky tra i quali scegliere abbiamo trovato qualcosa sulla quale ripiegare. E poi l’avventura delle avventure: gli ultimi 10 km li abbiamo passati chiedendo Haggis (insaccato tipico scozzese) a ogni locale incontrato sulla strada. Ma questa è un’altra storia…

E’ così bella che solo a pensarci viene il magone. L’Isola di Skye è una sorta di vaso di Pandora: una volta aperto si apre un mondo.

Voi siete mai stati sull’Isola di Skye? Cosa vi è piaciuto di più?

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