Joshua Tree National Park: tra alberi e rocce micidiali

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Il Joshua Tree è meno famoso di altri parchi nazionali degli USA, ma che meraviglia!

Con il Joshua Tree National Park il nostro on the road negli Stati Uniti giungeva agli sgoccioli. Dopo esserci lasciati alle spalle l’Arizona e quella bislacca città che è Las Vegas siamo arrivati in un posto il cui solo nome fa sognare: California. Per noi questa parola suonava come una meta leggendaria, qualcosa che si conosce solo attraverso i film, quelli “fighi” però.

San Francisco, San Diego, Los Angeles, Miami, The Orange County, Beverly Hills e via dicendo: la costa dell’Oceano Pacifico è zeppa di nomi altisonanti. Alzi la mano chi non ha mai sognato di visitare una di queste città. La California era per noi un sogno a occhi aperti ma prima di arrivarci avremmo dovuto attraversare l’intero stato, passando attraverso l’entroterra. Quale occasione migliore per visitare il Joshua Tree?

Alla scoperta del Joshua Tree National Park.

Avremmo voluto visitare il Sequoia National Park, famoso per i suoi alberi giganti, ma purtroppo ci sarebbe venuto fuori mano. Pertanto abbiamo ripiegato sul Joshua Tree National Park, di cui conoscevamo poco o nulla. Ma si sa, senza aspettative la scoperta è ancora più sorprendente.

Adesso possiamo dirlo con fermezza: il Joshua Tree, al pari del Bryce Canyon, è stato il parco nazionale che più di tutti ci ha lasciato sbalorditi. Qui il panorama è unico, con gli omonimi alberi a fare da guardiani.

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Gli alberi di Joshua. Ma quanto sono bislacchi?

Che poi, se proprio vogliamo dirlo, tanto alberi non sono: con tronchi coperti da corteccia e ciuffi di piante grasse coperte di spine sembrano dei cactus non convenzionali. Se già la vista di uno di questi esemplari può sembrare eccezionale vi lascio immaginare un intero parco nazionale – in stile americano, rigorosamente taglia XXXL – zeppo di questi “cosi”. Tutto questo in mezzo a un distesa bianca, che se non fosse stato per la presenza di rocce potrebbe ricordare quella delle White Sand Dunes.

Visitare il Joshua Tree: in macchina oppure no?

Negli Stati Uniti esiste una legge universale: per visitare un Parco Nazionale occorre la macchina. Dimenticate pertanto la possibilità di visitarlo a piedi. Le dimensioni sono colossali, le distanze proibitive e per muoversi da un punto d’interesse a un altro è praticamente obbligatoria l’autovettura.

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Animali fantastici e dove trovarli: ovviamente al Joshua Tree National Park!

Una volta all’interno del Parco Nazionale avete l’l’imbarazzo della scelta. E’ possibile scegliere tra una caterva di punti d’interesse, alcuni dei quali prevedono piccoli percorsi escursionistici. Il nostro primo itinerario ci ha portato alla scoperta della ricca flora del Parco.

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Il Parco è anche pensato per allegre scampagnate. Sono infatti distribuite diverse aree ristoro con tavoli e annesse panchine per il pic-nic. Noi ci abbiamo provato ma è stata una pessima idea: non appena hanno percepito l’odore di cibo uno sciame di api si è fiondato verso di noi, costringendoci a battere in ritirata. Pertanto vi invitiamo a fare attenzione e soprattutto ad essere fulminei nel consumare il vostro pranzo al sacco.

Proseguendo la visita abbiamo fatto tappa al giardino dei cactus in miniatura, dove Simona si è quasi commossa – vi ho mai confessato che ama le piante grasse?

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Anche qui le api sono venute a farci visita. Stavolta in grandi quantità: non due, tre o quattro, bensì a sciami, prendendo d’assalto l’auto che avevamo appena parcheggiato. Non sappiamo cosa le abbia attirate, fatto sta che ritornare nell’abitacolo incolumi è stata un’impresa. Insomma, se avete intenzione di visitare il Parco preparatevi a incontrarle.

Non solo alberi: al Joshua Tree ci sono anche le rocce.

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E’ stata un’impresa ma sono riuscito a farcela: eccomi sulla Skull Rock!

Anche le rocce sono protagoniste silenziose del Parco. Una in particolare: quella a forma di teschio chiamata Skull Rock, che pare uscita dal set de I Pirati dei Caraibi.

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Pitture rupestri e testimonianze di un lontano passato aggiungono un pizzico di avventura all’escursione

E se le rocce vi incuriosiscono c’è un altro circuito che vi calza a pennello: accompagnando il letto semi-prosciugato del fiume giungerete alle imponenti rocce ricche di pitture rupestri, eredità degli indigeni che avevamo già trovato in Nuovo Messico.

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San Diego, stiamo arrivando. Nel frattempo beviamoci su!

Se avete tempo a disposizione vi consigliamo un intermezzo romantico prima di accomiatarvi dal Joshua Tree. Esiste un punto panoramico ubicato sulla cima della collina, da cui è possibile ammirare il paesaggio circostante fino alla costa. Si dice si possa addirittura intravedere San Diego. Purtroppo non posso dirvi se è vero: lo smog che sovrasta le città californiane è più fitta di una coltre di nebbia. Inquinamento a parte ci è sembrato doveroso suggellare il momento stappando una delle infinite birre raccolte durante il viaggio. Un brindisi al Joshua Tree e alle sue meraviglie!

La California è ancora lontana, ci vuole una sosta.

San Diego era la nostra destinazione ma in mezzo c’erano ancora millemila miglia. E il sole era già oltre l’orizzonte. Decidiamo allora di fare una sosta intermedia, visitando la sconosciuta Desert Heights. Per la prima e unica volta durante il viaggio abbiamo ricevuto ospitalità tramite Trustroots, una community di viaggiatori simile a Couchsurfing ma più di nicchia.

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Siamo stati accolti da famiglia che vive in mezzo al deserto ed è stata una serata ricca di entusiasmo, chiacchiere e una grandissima cena in stile Tex-Mex: riso, fagioli, banana fritta, pollo, pesce (gamberoni) e chi più ne ha più ne metta.

Una notte sotto le stelle.

Dopo cena ci siamo ritrovati tutti all’esterno, in un giardino di sabbia sotto un cielo trapunto di stelle. Chi in piedi e chi seduto attorno al falò che abbiamo acceso per stemperare il fresco della notte, abbiamo trascorso il tempo raccontandoci le rispettive storie. E come se fossimo amici da sempre siamo anche stati invitati a condividere del fumo, che abbiamo gentilmente rifiutato. La cosa mi ha fatto ridere. Pur essendoci appena conosciuti siamo subito diventati membri della famiglia. Per una sola notte, può essere, ma è stato sufficiente per farci sentire bene.

Iniziava così l’ennesimo, purtroppo l’ultimo degli Stati USA. Joshua Tree, è stato bello conoscerti. Il giorno dopo avremmo visitato San Diego ed è stato amore a prima vista!

Avete visitato anche voi il Joshua Tree National Park? Vi è piaciuto?

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