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Nel bel mezzo del nulla: dove la fine del mondo arriva più tardi - SimuMatti

Nel bel mezzo del nulla: dove la fine del mondo arriva più tardi

C’è un luogo negli USA, il Missouri, che si trova nel bel mezzo del nulla. Però questo non significa che non ci sia altro.

«Quando siamo stati in Europa per la nostra luna di miele abbiamo incontrato un sacco di persone fantastiche che ci hanno aiutato. Adesso è giunto il momento di ricambiare.»

«Ok, ci sta bene. Però non possiamo accettare che paghiate l’hotel per noi.»

«L’alternativa è dormire a casa nostra. Se per voi va bene abbiamo una…»

«Affare fatto!»

Il viaggio on the road negli USA continua nel bel mezzo del nulla. Perché dico così? Il motivo è presto detto. Una volta esserci lasciati alle spalle Chicago raggiungiamo la più modesta città di St. Louis, attraversando lo Stato dell’Illinois e arrivando in quello del Missouri. Ora, provate a fare mente locale sulla dimensione e sulla conformazione geografica degli Stati Uniti. Fatto? Bene. Il Missouri è quel blocco di terra situato in mezzo agli USA. Giace lontano da tutto, da tutti e persino da sé stesso. Non per nulla nel Missouri le immense distanze tra le città sono inframezzate da miglia e miglia di lande desolate. Tutti gli Stati Uniti si prendono gioco di questa cosa dicendo che il Missouri è il luogo in cui andare nella malaugurata ipotesi sopraggiunga la fine del mondo. Qui la fine sopraggiungerebbe 10 anni dopo.

La città di St. Louis è così chiamata in quanto fondata dai Francesi. E’ stata caratterizzata dalla metà degli anni ’50 da un esodo della popolazione locale che si è mossa dal centro verso i sobborghi. Tuttavia negli ultimi anni c’è stata un’inversione di tendenza e il centro città, prima quasi abbandonato, si sta lentamente ripopolando.

nel bel mezzo del nulla gateway arch

Il Gateway Arch è l’orgoglio della città di St. Louis

A rendere famosa St. Louis è il Gateway Arch, anticamente istituita come porta d’ingresso verso l’Ovest degli USA e oggi simbolo cittadino. Dall’alto dei suoi 192 metri domina il famoso fiume Mississippi. Noi non l’abbiamo fatto ma potrebbe interessarvi sapere che è possibile salirvi in cima. Fateci sapere com’è la vista!

A St. Louis non troviamo una città, bensì una casa dove tornare.

A rendere speciale la nostra permanenza nel mezzo del nulla è stata l’ospitalità di una famiglia. La famiglia in questione è composta da Jake, Colleen e la figlia Sabyne. Jake ha sempre lavorato nel mondo delle bevande: prima il vino, poi la birra. E’ proprio grazie a questa sua passione che ha incontrato Colleen. Si conoscevano di vista già da tempo ma di mezzo c’era l’ex ragazzo di lei. Poi il destino ha mischiato le carte e ha fatto in modo che i due fossero “obbligati” a incontrarsi: Jake ha aperto il proprio birrificio esattamente a due passi dalla casa di lei. E così il tanto auspicato incontro accade per davvero e oggi, oltre a essere felicemente sposati, Jake e Colleen hanno una deliziosa bambina di 9 mesi.

nel bel mezzo del nulla famiglia

La loro storia è un dejavù: nel loro passato vediamo il nostro presente.

Jake e Colleen hanno una storia simile alla nostra. Dopo il matrimonio, infatti, sono partiti per una luna di miele di 7 mesi in Europa. Ed esattamente come noi hanno deciso di percorrere la strada scomoda dei backpackers (viaggiatori zaino in spalla). Non solo. La loro passione per i viaggi si è stranamente unita alla passione di Jake per la birra artigianale – non è la stessa cosa che accade a me e Simona quando viaggiamo? Da questa strana unione è venuto fuori un itinerario tutto Mitteleuropeo (Inghilterra, Scozia, Germania, Belgio e Polonia).

E’ per questa strana coincidenza che Jake e Colleen si sono immediatamente dimostrati entusiasti di ospitarci. Soprattutto quest’anno, visto che l’arrivo di Sabyne ha fatto loro rimandare il tradizionale viaggio annuale. Ci hanno detto grazie per il nostro regalo: ospitarci è stato per loro come viaggiare attraverso i nostri racconti. Ma a essere sinceri sono stati loro a farci il regalo più bello di tutti, facendoci sentire come a casa. Sono persone fantastiche e auguriamo loro il meglio possibile. Chissà che il prossimo viaggio in Europa non lo si faccia insieme, magari al rientro dalla nostra luna di miele. Cresci presto Sabyne, il prossimo viaggio lo facciamo insieme!

Ah, prima che mi dimentichi: proprio a St. Louis abbiamo indossato i panni dei birrai e abbiamo realizzato la nostra prima birra. Che esperienza frizzante!

nel bel mezzo del nulla oktoberfest

Da St. Louis a Kansas City a caccia di barbecue.

Volete sentirla una? Checché si pensi Kansas City non si trova nello stato del Kansas, bensì nel bel mezzo del nulla, ovvero nel Missouri. Prima di arrivarvi sapevamo poco di Kansas City, finché non abbiamo conosciuto Chris e Aaron. Chris è un birraio e quella sera ci ha persino offerto alloggio a casa sua. La sua famiglia è composta dalla moglie Miki, da due teneri birbantelli e da un mastodontico cane di ben 12 anni la cui pelle emana talmente tanto calore da sembrare una stufa. Il birrificio di Chris si trova nell’area limitrofa della città. Non ci siamo finiti per caso. Di mezzo c’è ovviamente la mia passione per la birra artigianale. Tuttavia col senno di poi posso dire che è stato un incontro voluto dal destino. E adesso vi spiego perché.

La birra è un lubrificante sociale e in birrificio si fanno sempre incontri interessanti.

Durante la visitia al birrificio di Chris abbiamo conosciuto Amy, una ragazza nata in Sud Corea ma adottata e cresciuta negli Stati Uniti. Chiacchierando abbiamo scoperto che Kansas City è famosa per una manciata di cose: le fontane, la squadra di baseball e soprattutto il proverbiale barbecue (BBQ). E’ rimasta talmente colpita dalla nostra storia che ha deciso di omaggiarci con un cartone di pizza!

Ma l’incontro che ha cambiato le sorti del nostro viaggio è stato quello con Aaron, socio di Chris. Aaron è un ex boyscout e fa campeggio praticamente da quando è nato. Ci ha raccontato le sue prime (dis)avventure con il gruppo di giovani esploratori di cui faceva parte, la sua formazione in mezzo ai boschi, i primi viaggi alla scoperta della natura. Aaron è uno di quegli esploratori solitari alla Christopher McCandless (in arte Alexander SuperTrump), reso famoso dal libro/film “Into the Wild”.

Cosa vuoi fare da grande? Perdere ogni contatto umano.

Aaron ama perdersi nella natura selvaggia, lontano da ogni forma di vita umana. Lo fa per mettersi alla prova, per ritrovare sé stesso e scoprire fin dove è in grado di spingersi. Per questo parte sempre portando con sé il minimo indispensabile, non solo per viaggiare leggero ma anche per imparare a “sopravvivere”. La sua avventura più estrema è stata in Alaska, dove ha fatto trekking nel bel mezzo del nulla – a eccezione dei pochi folli come lui incontrati per strada – nutrendosi di quel poco che riusciva a pescare quando non era costretto a riscaldarsi per non morire congelato. Un po’ troppo estremo, è vero, ma certamente affascinante.

La sua storia ci ha ispirato, tanto.

Il racconto di Aaron è riuscito a trasmetterci emozioni forti. Mentre parlava ci siamo sentiti come se fossimo con lui, attorno a un falò, anche noi nel bel mezzo del nulla, circondati solo dalla natura incontaminata. Quella notte io e Simona non ci siamo detti nulla ma è bastato guardarci negli occhi per intenderci al volo: avremmo provato anche noi a campeggiare!

Campeggio o non campeggio, questo è il problema.

Quella del campeggio era un’indecisione che ci portavamo dietro da quando abbiamo iniziato a pianificare il viaggio on the road negli Stati Uniti. Da novellini avevamo pensato solo all’aspetto romantico della cosa, ovvero al fascino di dormire sotto le stelle. Ma ne avevamo sottovalutate le conseguenze. Leggendo blog e raccogliendo consigli, la razionalità e i dubbi hanno preso il sopravvento, convincendoci del fatto di non essere pronti a un’esperienza del genere.

Ecco perché dobbiamo ringraziare di vero cuore Aaron. E’ solo grazie a lui che abbiamo preso la decisione (questa volta definitiva) di acquistare l’attrezzatura da campeggio con cui avremmo dormito all’interno dei parchi naturali dell’Ovest degli USA. Grazie mille Aaron, ti saremo per sempre debitori!

Aaron vive con due animali: un gatto di nome Baguera, sornione e alquanto snob, e un cane di nome Mowgli che dire vispo è dire poco. Quest’ultimo è un campione di calcio mancato: i suoi palleggi e colpi di testa con la palla sono un ricordo indelebile e mi fanno scappare il sorriso ogni volta che ci penso.

nel bel mezzo del nulla aaron

Nel bel mezzo del nulla qualcosa di buono c’è: il BBQ.

E’ proprio in compagnia di Aaron che abbiamo assaggiato il proverbiale BBQ Kansas City style. Su suo consiglio siamo andati da Fiorella’s Jack Stack. Abbiamo ordinato e diviso un piatto che sembrava il kit di sopravvivenza per un carnivoro. Vi racconteremo oneri e onori dell’intera esperienza nell’articolo dedicato alla bislacca gastronomia Statunitense.

Gli Stati Uniti sono un Paese così vasto che anche nel bel mezzo del nulla ci sono opportunità. Noi siamo stati fortunati: abbiamo trovato una famiglia, un lauto pasto e soprattutto la voglia di cambiare.

E voi avete mai visitato anche Kansas e Missouri? Raccontateci la vostra esperienza!

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