La notte prima di partire per un lungo viaggio

La notte prima di partire per un lungo viaggio ha il sapore agrodolce. E’ il sapore della vita.

C’è la notte prima degli esami, quella che tutti devono affrontare. E poi c’è la notte prima di partire, quella che solo gli intrepidi viaggiatori devono affrontare. Beh, intrepidi… Mentre scrivo sono in preda all’ansia (tanto per utilizzare un eufemismo). Negli ultimi giorni è stato un turbinio di emozioni. La prima è stata quella più grande di tutte. Più che una singola emozione è stato un calderone di emozioni che vanno sotto il nome di matrimonio. Il giorno del “grande passo“, quello di decidere di trascorrere la vita insieme. Un passo a lungo sognato, organizzato e infine realizzato. Un passo che fa paura a tanti ma che a me trasmette una forza assurda: quella di sapere che qualunque cosa accada lei sarà sempre accanto a me.

Un paio di giorni per noi, poi la famiglia e…

Dopo il matrimonio ci siamo concessi un paio di giorni di assoluto relax, necessari per prendere consapevolezza del passo fatto. Poi abbiamo fatto ritorno a casa. Casa. Che gran bella parola. Negli ultimi giorni mi ha colpito una frase: “Avere un posto dove andare è una casa. Avere qualcuno da amare è una famiglia. Avere entrambi è una benedizione.”. Noi una casa che possa dirsi nostra non l’abbiamo ancora ma sappiamo che esiste ed laddove vivono le nostre famiglie. La mia e la sua. Tutto questo rende ancora più difficile sopportare quello che sta per accadere.

Tante domande, poche risposte.

In questi giorni ci hanno rivolto tante domande a lungo custodite: alcune sono state fatte, altre sono rimaste sopite per paura della risposta. Non saranno la fame o la sete, le scomodità, la fatica o il freddo a farci desistere. Credetemi se dico che è questo il momento più difficile, il momento prima di partire. Vedere i tuoi genitori trattenere le lacrime, scorgere nei loro occhi lucidi un misto di gioia e dolore. Vedere la tua donna piangere, perché sa che dovrà allontanarsi dai suoi affetti più grandi. Ci penso e mi viene il magone. Non è un addio, è vero, ma fa male lo stesso. In questi momenti vince la consapevolezza. La consapevolezza di sapere che la ricerca della felicità comporta sacrificio, fisico ed emotivo.

So perfettamente che stiamo per fare delle rinunce.

So già che dovrò rinunciare ad almeno un paio di lieti avvenimenti nella mia famiglia. Nonostante tutto questo non ho cambiato idea. A dire la verità ci sono tante cose che mi farebbero cambiare idea. Ma non posso dargli ascolto. Mi sono dato una regola: non tornare indietro a meno di eventi funesti. La famiglia c’è e rimane. Così non fosse non sarebbe una famiglia. Il mio cuore lo porto dietro e loro ne fanno parte. Ho promesso di scrivere loro ogni giorno. Certo, inviare loro un messaggio non sarà la stessa cosa che salutarsi. Ma poi penso che se vivessimo nella stessa città certe attenzioni forse neanche le avremmo. E allora capisco che la distanza è relativa: non è questione fisica, bensì mentale.

La notte prima di partire, una notte ambigua.

Stanotte quegli zaini ai piedi del nostro letto non paiono manco zaini. Sembrano montagne altissime e insormontabili. Sembrano grossi e pesanti come macigni, impossibili da caricare sulle spalle. Domani non sarà facile sollevarli. Probabilmente domani niente sarà facile. Non sarà facile salutare i nostri genitori e i nostri parenti, abbracciarli e baciarli prima di salutarli, per l’ultima volta prima del prossimo anno. Ma è solo questione di tempo. Lentamente quel peso si affievolirà e sarà più facile da sopportare. La nostalgia rimarrà. Ma poi verrà la gioia, la prenderà per mano e la porterà via.

Stanotte è la notte prima di partire per un lungo viaggio. Stanotte forse non si dorme, o forse sarà la stanchezza a prendere il sopravvento. Buonanotte ai sognatori e buona fortuna a noi, aspiranti viaggiatori.