Patente internazionale di guida: come ottenerla in scioltezza

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Patente internazionale di guida? Ecco a cosa serve e come si procura!

Zaino pronto, assicurazione viaggio sottoscritta, vaccini fatti, passaporto in tasca e cellulare zeppo di tutte le applicazioni necessarie. Siete praticamente pronti a partire. Ma c’è una domanda che vi frulla in testa: cosa ci serve per guidare all’estero? La risposta è semplice: la patente internazionale di guida.

Anche noi ci siamo trovati nella stessa situazione e ci è voluto un po’ per trovare una risposta esaustiva. Purtroppo le informazioni relative ai Paesi visitati scarseggiavano e, laddove presenti, risultavano incerte. All’interno della Comunità Europea la patente italiana di guida è sufficiente. Purtroppo non lo è più una volta varcato il confine europeo. Diventa essenziale allora trovare una soluzione, soprattutto se avete intenzione di visitare Paesi quali Stati Uniti, Australia o Nuova Zelanda, dove la polizia non transige. Ma anche in Sudest asiatico la patente internazionale sarà un ottimo alleato contro carenze linguistiche e mazzette – un malcostume piuttosto diffuso in cui incorrono i viaggiatori meno preparati.

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Ma cos’è e a cosa serve questa fantomatica patente internazionale di guida?

Il nome è pomposo ma il contenuto si riduce all’essenziale: la patente internazionale è semplicemente la traduzione della patente di guida italiana. E richiederla è facilissimo. Innanzitutto dovete decidere di quale tipo di convenzione internazionale avete bisogno. Ne esistono due: il modello Ginevra del 1949 e il modello Vienna del 1968. La differenza consiste innanzitutto nella durata: il modello Vienna dura tre anni mentre il modello Ginevra dura un anno solo. Tuttavia in ambo i casi se la patente nazionale dovesse scadere prima, anche la patente internazionale verrebbe a decadere.

Quale patente richiedere?

Sembra scontato sottoscrivere il modello Vienna. E invece no. A ciascuno dei due modelli è associata una lista di Paesi aderenti, pertanto non è detto che i Paesi che voi volete visitare abbiano aderito a questo modello. Per noi i Paesi prioritari erano USA, Nuova Zelanda e Australia, pertanto abbiamo optato per il modello Ginevra.

Per comodità trovate qui di seguito la lista ufficiale dei Paesi aderenti. Attenzione, la cosa si complica: in alcuni Paesi valgono entrambe – in tal caso è nettamente più conveniente il modello Vienna.

Convenzione di Ginevra del 1949 (validità 1 anno)

Albania, Algeria, Argentina, Australia, Austria, Bangladesh, Barbados, Belgio, Benin, Botswana, Bulgaria, Cambogia, Canada, Cile, Cina, Cipro, Congo, Costa d’Avorio, Cuba, Danimarca, Ecuador, Egitto, Fiji, Filippine, Finlandia, Francia, Georgia, Ghana, Giappone, Giordania, Grecia, Guatemala, Haiti, India, Irlanda, Islanda, Israele, Italia, Jamaica, Kirghizistan, Laos, Lesotho, Libano, Lussemburgo, Madagascar, Malawi, Malesia, Mali, Malta, Marocco, Monaco, Namibia, Niger, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Perù, Polonia, Portogallo, Principato di Monaco, Regno Unito, Repubblica Araba Siriana, Repubblica Ceca, Repubblica Centro africana, Repubblica democratica del Congo, Repubblica di Corea, Repubblica Dominicana, Romania, Rwanda, San Marino, Santa Sede, Senegal, Sierra Leone, Singapore, Slovacchia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Togo, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Uganda, Ungheria, Venezuela, Vietnam, Zaire, Zimbawe.

Convenzione di Vienna del 1968 (validità 3 anni)

Austria, Bahamas, Bahrein, Belgio, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Brasile, Bulgaria, Cile, Corea, Costa d’Avorio, Costarica, Croazia, Cuba, Danimarca, Ecuador, Filippine, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Ghana, Gran Bretagna, Grecia, Guyana, Kazakistan, Kuwait, Indonesia, Iran, Israele, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Marocco, Messico, Moldova, Mongolia, Niger, Norvegia, Pakistan, Polonia, Portogallo, Principato di Monaco, Repubblica Ceca, Repubblica Centrafricana, Repubblica Slovacca, Romania, San Marino, Santa Sede, Senegal, Seichelles, Spagna, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Tagikistan, Taiwan, Thailandia, Turkmenistan, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Uzbekistan, Venezuela, Zaire.

Quali documenti sono necessari per ottenere la patente internazionale di guida?

Temete l’ennesimo esame? Niente paura! Come già detto si tratta di una semplice traduzione della patente di cui siete già in possesso. Per ottenere il rilascio della patente internazionale basta adempiere ad alcuni adempimenti burocratici. Di fatto dovrete presentarvi alla Motorizzazione Civile muniti dei seguenti documenti:

  1. 1 marca da bollo da 16 euro
  2. 2 fototessere di cui una autenticata dal Comune (Ufficio Anagrafe)
  3. 1 fotocopia della patente in corso di validità
  4. attestazione di versamento di 10,20 euro sul c/c 9001 (bollettino prestampato distribuito presso gli uffici postali)
  5. attestazione di versamento di 16,00 euro sul c/c 4028 (bollettino prestampato distribuito presso gli uffici postali)
  6. modello TT 746 debitamente compilato
  7. allegato PI debitamente compilato (presente allo sportello “patenti” della motorizzazione)

Costo complessivo: 52,00 euro (48,00 euro + 3,68 euro di bollettini).

La burocrazia non fa per voi? In tal caso potete rivolgervi a uno sportello ACI. Bastano due foto (di cui una autenticata) e la patente. L’ufficio adempirà per voi a tutte le scartoffie in cambio di una equa remunerazione.

Quali sono i tempi?

Tutto dipende dagli Uffici della Motorizzazione. Nel nostro caso sono bastati due giorni perché la patente fosse pronta. Vi auguriamo di avere la stessa fortuna. Da parte nostra in bocca al lupo e… buona strada!

patente internazionale di guida

La patente internazionale di guida vi sarà utile o meno? Considerando i bassi costi e la facilità per ottenerla il nostro consiglio è di richiederla a occhi chiusi. Non ve ne pentirete, parola di viaggiatori!

Dove vi è capitato di usare la patente internazionale di guida? Raccontateci la vostra esperienza!

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