Toccare il mondo: due pellegrini girano l’Italia senza soldi

Toccare il Mondo è l’avventura di due giovani pellegrini che hanno deciso di compiere il giro dell’Italia. A piedi e senza soldi.

A chi non piacerebbe toccare il mondo? Con l’articolo di oggi inauguriamo una nuova rubrica, dedicata alle testimonianze che raccoglieremo durante la nostra avventura. L’abbiamo chiamata “Storie”. Perché? Perché fin da quando siamo piccoli abbiamo bisogno che qualcuno ci racconti delle storie per farci addormentare. E soprattutto farci sognare. E noi uomini, che crescendo dimentichiamo di essere stati bambini, in realtà abbiamo sempre bisogno di storie che ci diano la giusta ispirazione e ritrovare fiducia in noi stessi.

 Toccare il mondo un po’ alla volta, partendo da casa: l’Italia.

La storia di oggi è quella di due pellegrini, Nicola e Chiara, una tenera coppia di giovani ragazzi (22 anni lui, 20 lei) che hanno raggiunto la nostra Calabria dopo aver percorso 3.800 km – ovvero la pianura padana, l’intera costa tirrenica dell’Italia e la Sicilia – a piedi. Ebbene sì, a piedi. Ma prima di toccare il mondo Nicola e Chiara non si sono improvvisati viaggiatori. Lo erano già, nello spirito e nel corpo. Seguendo il loro istinto si erano già lanciati in una folle avventura: abbandonare la loro vita “normale” e intraprenderne una diversa, sotto il segno del viaggio. Un viaggio chiamato Fuerteventura.

Fuerteventura è stata la fine. Ma anche un nuovo inizio.

Nel loro sogno Nicola e Chiara non erano da soli. Erano cinque in tutto e avevano deciso di mettersi in gioco, provando a riscrivere la storia delle loro vite in Spagna, nella Provincia di Las Palmas, in una località chiamata Fuerteventura. Si tratta di un’isola delle Canarie, nell’Oceano Atlantico, al largo della costa africana. Un paradiso terrestre. Purtroppo un maledetto giorno, lo stesso oceano che separa l’isola dal resto del mondo rendendola affascinante, si è portato via uno dei loro compagni, migliore amico di Nicola. Per quanto sofferta, per il gruppo fu inevitabile la decisione di abbandonare quel luogo che recava con sé dolorosa memoria. Nicola e Chiara raccolgono le loro cose e tornano a casa. La loro avventura finisce qui. Per ora.

La vita continua e la strada non finisce mai.

Il 10 Aprile 2017 Nicola e Chiara lasciano nuovamente Conegliano, un piccolo comune della provincia di Treviso dove abitavano, e si mettono in marcia. Ancora una volta vogliono toccare il mondo. Ma questa volta hanno un motivo in più per farlo: rendere memoria al loro compagno perduto. compiendo questo loro giro dell’Italia. Li abbiamo intercettati poco oltre la metà del loro percorso. Il loro viaggio questa volta non è “solo” un pellegrinaggio. La loro più grande difficoltà, oltre al sole e una bella dose di acido lattico, è l’economia: per portare a termine la loro impresa hanno deciso di non spendere soldi. Anzi, spendendo solo 63 centesimi. Ma sia chiaro: Nicola e Chiara non viaggiano a scrocco.

Avvicinarsi all’altro. Come fare?

Perché viaggiare senza soldi? Beh, semplice: Nicola e Chiara sono convinti che si possa avere fiducia nell’essere umanovi suona familiare? Viaggiare senza soldi consente loro – praticamente li obbliga – a fare di necessità virtù. Li costringe a chiedere favori, a mettere da parte la superbia per andare incontro allo sconosciuto. Se invece utilizzassero i loro soldi perderebbero il bisogno di avvicinarsi agli altri. Pensateci: quante volte avete rivolto la parola a uno sconosciuto se non in caso di estrema necessità? Oggi viviamo sempre più chiusi in noi stessi. Abbiamo diffidenza, timore, paura dell’altro. E alla fine ci chiudiamo a riccio, secondo antica tecnica di difesa. Io e Simona abbiamo deciso di intraprendere questo viaggio per dimostrare (e dimostrarci) che questo limite mentale può essere superato. Nicola e Chiara ci stanno riuscendo. Anzi, ci sono già riusciti.

Nel vuoto per mano.

Anche nei momenti bui Nicola e Chiara sanno di poter contare l’uno sull’altra. “Approfitteranno” invece della generosità delle persone, di chi offrirà loro un passaggio, un pasto o un alloggio. In ogni caso c’è il piano B. Per mangiare chiedono alle panetterie il pane invenduto del giorno, altrimenti destinato all’immondizia. Oppure racimolano ciò che ai supermercati sarebbe destinato alla spazzatura. Per prendere un traghetto suonano l’ukulele e per dormire c’è la loro fidata tenda. Anche se nessuno dovesse dare loro un passaggio non si fermeranno: continueranno a camminare sotto il sole e la pioggia, senza fermarsi mai. La loro casa è ancora lontana. Ma la loro vera casa, il mondo, l’hanno già raggiunta. Nicola, Chiara: in bocca al lupo per il vostro viaggio. E buona strada!

Per toccare il mondo bisogna avere il coraggio di osare. Nicola e Chiara lo sanno e hanno deciso di mettersi alla prova. E ci stanno riuscendo. Soprattutto grazie agli “altri”.

Seguite Nicola e Chiara sul blog e sulla pagina Facebook di Toccare il Mondo – Il giro dell’Italia senza soldi. Non possiamo svelarvi i loro progetti ma possiamo dirvi che ‘sti ragazzi hanno la testa sulle spalle e il mondo sotto i piedi.

PS. Volete sapere come hanno speso quei famosi 63 centesimi? Guardate il nostro video YouTube!