Tour di New York in 3 giorni: terzo, rifletto e chiudo

E’ stato estenuante ma eccoci giunti all’ultimo giorno del nostro tour di New York in 3 giorni.

Terzo e ultimo giorno dell nostro tour di New York in 3 giorni. Dopo due giorni trascorsi a macinare km abbiamo deciso di rallentare il passo. Prima di tutto ci siamo concessi una sosta culturale presso la Public Library.

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Pausa defaticante all’insegna della cultura

Per chi fosse interessato, sappiate che esistono dei tour guidati gratuiti (noi abbiamo fatto quello del mercoledì). Oltre ad ascoltare i retroscena delle sue collezioni e degli autori che vi sono legati, abbiamo scoperto che la sala degli affreschi è stata utilizzata per riprese cinematografiche di Sex and the City, Spiderman, Ghostbusters e Colazione da Tiffany.

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La sosta a Bryant Park è stata una delle più grandi emozioni vissute a New York City

All’uscita ci siamo tuffati nel vibrante verde di Bryant Park. Di per sé non è altro che un fazzoletto di terra. Tuttavia, il fatto che sia circondato da grattacieli immensi e l’essere animato da una quantità impressionante di persone d’ogni genere, lo rende meraviglioso. Sarà stata la percezione del sole sulla pelle, caldo anche dall’altra parte del mondo, fatto sta che mi ha trasmesso una delle sensazioni più belle di tutta la città.

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Chrysler Building: un gigante imponente ed elegante

Proseguendo il nostro tour di New York in 3 giorni abbiamo ammirato dal basso la possanza del Chrysler Building prima e dell’Empire State Building dopo. Il secondo in particolare ci ha fatto venire un colpo: ce lo siamo trovati di fronte solo una volta girato l’angolo.

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Voi come vi sentirese se vi trovaste di fronte un tale colosso?

In mezzo ci abbiamo messo la visita alla Grand Central Station. Vi consigliamo di fare attenzione a due particolari: all’interno, dove la volta è coperta da un dipinto con le costellazioni dell’universo, e all’esterno, dove sul tetto svetta un’imponente scultura dorata.

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Siamo così finiti alla fine del nostro tour di New York in 3 giorni. A conti fatti siamo stati dei bugiardi: ci eravamo promessi di riposare ma alla fine abbiamo comunque percorso una dozzina di km.

Tour di New York in 3 giorni: cosa mi è piaciuto.

Da appassionato di cibo una delle cose che più mi ha positivamente colpito della “Grande Mela” è la quantità spropositata di profumi che riempiono le sue strade. Passeggiare è un po’ come entrare in un negozio di fragranze, con la differenza che qui tutti gli odori sono di tipo culinario. Fritti d’ogni genere, hot dog, carne arrosto, cucina indiana e altre cose che forse è meglio non sapere. Che bontà! Personalmente mi hanno trasmesso un senso di buonumore, un po’ come quando si respira l’aroma del caffè.

Ovviamente sulla bellezza di Manhattan non c’è nulla da eccepire. A me ha lasciato un’ottima impressione. Mastodontica ma a misura d’uomo. Certamente viverla potrebbe essere meno affascinante, tuttavia sono sicuro che potrei farci l’abitudine. Potrei invece non abituarmi al torcicollo a cui costringe per osservare la sommità dei suoi infiniti grattacieli.

Altra cosa che mi ha stupito è l’ordine. Immaginavo New York come Londra: frenetica, caotica e sporca. Niente di tutto ciò – sebbene a tratti la pulizia sia discutibile. L’organizzazione del traffico stradale è impeccabile e sempre a favore di pedone. Inoltre la suddivisione delle vie per blocchi di numeri rende facile la vita a chi ha scarso senso dell’orientamento.

Altre note positive sono la capacità di ritagliare una bella fetta di verde in mezzo a un contesto prettamente urbano, così come la presenza di tanti sportivi in mezzo alla gente di ogni giorno.

Ma la cosa che più di tutte mi ha colpito positivamente è lo spirito dei Newyorkesi. Li immaginavo tutti presi dai loro affari, al cellulare e sempre di fretta. Mi sono invece ritrovato di fronte persone super generose, disposte a darti una mano non appena sorta una situazione di difficoltà, perfino a perdere la metro per darti indicazioni o indicarti la giusta strada. E poi, per quanto duramente lavorino, alla sera sanno concedersi il loro momento di svago. Che si tratti di sport o di un cocktail sul terrazzo di un grattacielo, hanno imparato a trovare il giusto equilibrio tra vita professionale e personale. Bravi!

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Tour New York 3 giorni: cosa non mi è piaciuto.

La prima delusione è stata la metro. Le indicazioni ci sono ma non sono a prova di straniero, rendendo ostico l’orientamento fin quando non vi si prende confidenza coi sensi di marcia. Nel frattempo il rischio è quello di prendere la stessa metro nella direzione opposta a quella desiderata.

Altra cosa triste – tra l’altro ben nota – è l’incidenza di obesi. Purtroppo mi sono reso conto a mie spese che New York è molto cara ed è facile cedere alle velleità del cosiddetto “cibo spazzatura”. La quantità spropositata di bevande edulcorate e di chioschi al lati delle strade ha favorito un’alimentazione degenerata, innescando una tendenza difficile da invertire -soprattutto alla luce dello strapotere delle grandi catene di fast food.

Alcune riflessioni a margine.

In questi primi tre giorni di viaggio ho avuto modo di riflettere su molte cose. La prima è che io e Simona non siamo ancora a regime, sia fisicamente che psicologicamente. Tra i viaggiatori e i turisti noi certamente apparteniamo alla prima categoria, pur tuttavia non siamo ancora riusciti appieno nell’intento. Poco male: siamo partiti con la consapevolezza che il viaggio sarebbe stato il nostro mentore e che avremmo imparato durante il percorso.

La seconda cosa riguarda il mio orientamento verso i social network: sono felice di sapere che la nostra esperienza potrebbe essere di stimolo ad altri, tuttavia voglio preservarmi la possibilità di “sentire” col cuore prima che con l’obiettivo della fotocamera. Anche in questo caso sarà il viaggio a portarmi sulla giusta via ma credo di aver capito quali sono le mie priorità.

Infine la cosa che mi dà maggiore soddisfazione: ci stiamo lentamente avvicinando alle persone. Che si tratti di chiedere consigli, aiuto, o più semplicemente di chiedere la ricarica dell’acqua della borraccia, passiamo le giornate a parlare con degli sconosciuti. E quello scambio di sguardi, di strette di mano; quelle conversazioni, pur fugaci, mi riempiono di gioia e confermano la mia tesi: il bello del viaggio è conoscere persone. E ho imparato che non bisogna aspettare di trovarsi in difficoltà prima di chiedere aiuto. “Ho imparato a bere sempre un sorso in più. Un giorno potrei avere sete”. E io, non appena posso, bevo. Il nostro viaggio prosegue. Ciao Matti!

Si conclude così il nostro tour di New York in 3 giorni. E’ stata un’esperienza magnifica e la città ci ha lasciato un’ottima impressione. Ci torneremo volentieri anche perché oltre a Manhattan c’è (molto) di più.

A voi piace New York? Quali sono le cose che maggiormente amate e odiate della Grande Mela?