Tu vuo fa l’americano: benvenuta Laura

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Tu vuo fa l’americano ma sei nato in Italy. Eppure gli americani dicono il contrario.

Tu vuo fa l’americano, ma sei nato in Italy! Una dura verità per chi, come noi, è nato in questa parte del mondo. Ma lasciate che vi dica una cosa: la casa è sempre la casa, ovunque essa si trovi, negli Stati Uniti come nel Belpaese.

La volta scorsa vi ho presentato Zaneta, stavolta tocca a Laura, viaggiatrice proveniente dalla splendida New York!

Tu vuo fa l’americano? Ci pensa Matteo a metterti a posto!

La signorinella parte col piede sbagliato: su consiglio di Zaneta, che lo aveva sperimentato il giorno prima, ha avuto l’ardire di rifiutare il mio passaggio in scooter! Ha ritenuto fosse troppo pericoloso salire in moto con lo zaino da viaggio sulle spalle. Laura non sa che aver guidato il motorino a Bali, in città come nella giungla, equivale alla patente a vita. Ma che ne sanno i giovani viaggiatori di oggi!

Per “punizione” oggi cucino io: spaghetti con ricotta pecorina fresca. Oggi è giorno di produzione presso l’azienda casearia di fiducia e ne approfitto per portare Laura a fare “shopping”. Le mostro l’azienda/museo, le spiego la funzione degli antichi strumenti, le faccio persino osservare come la signora confeziona la ricotta – ciò che per noi è normalità agli occhi di questi evoluti cittadini americani è pura magia!

Il mastro casaro e la bella americana.

E ovviamente le faccio conoscere il mio mastro casaro preferito. Lo troviamo sotto il pergolato esterno, seduto su di un ceppo di tronco di fronte a una bacinella di plastica, intento a pulire chissà cosa, circondato da un odore poco allettante – del resto è formaggio pecorino!

“Sono contento che mi hai portato questa bella signorina” mi dice, tirando fuori un sorriso prodigioso. Tiene una certa età l’amico, ma possiede indomito spirito e la nostra visita gli ha regalato qualche anno di meno. Mi ha persino chiesto come stesse la mia amica austriaca, con la quale sono venuto a trovarlo mesi prima. Di punto in bianco mi stupisce, esordendo con “secondo te quali sono le donne più belle del mondo?”. Vecchio volpone! Mi scappa il risolino ma provo a mantenere il contegno di fronte a Laura, che – spero – non abbia afferrato. Ringrazio il mastro, lo salutiamo e torniamo a casa con la ricotta. E’ l’ora della pappa!

Zaneta parlava, eccome se parlava! Purtroppo per noi anche Laura ha la parlantina sciolta. Già era difficile gestirne una, figurarsi entrambe. Poco male, lascerò che si esauriscano a vicenda. Dopodiché, una volta che Zaneta sarà partita, gestire Laura sarà un gioco da ragazzi. Quantomeno la signorina sembra apprezzare la virtù del silenzio.

Ci sarà un perché se tu vuo fa l’americano.

Laura è semplicemente fi-ghis-si-ma! Accento americano, bello marcato, ma voce delicata e allegra. E’ un piacere ascoltarla, ma soprattutto osservarla: ogni mia espressione innesca in lei esagerato entusiasmo, che palesa con esclamazioni di stupore:

“Oh my gosh!”, “I cannot believe it!”, “This is awesome!” e tutto un repertorio di intercalari americani, pronunciati un tono di voce che manco in “Desperate Housewives”. grazie a Laura ho scoperto che anche lavare i piatti a mano può essere un’esperienza emozionante.

Dopo essersi separata dall’ex ragazzo ha deciso di intraprendere la via del viaggio, e appena può vola da una parte all’altra del globo. Ma cosa l’ha condotta nel profondo Sud? Laura è danzatrice e a quanto pare in questi giorni Catanzaro ospita uno spettacolo teatrale, un balletto di discreta notorietà.

C’è chi la Route 66 e chi l’Italia da sud a nord.

Laura sta lentamente visitando l’Italia da sud a nord, facendo volontariato e offrendo lavoro in cambio di alloggio per sostare in alcune località. Altro che Route 66! La sua esperienza più stramba? Festeggiare il suo 25esimo per la prima volta in cima a una montagna. Bello, direte voi. Se non fosse che la cara Laura, tutta allegra e scoppiettante, non ha mai fatto trekking.

Si è fatta comunque convincere a intraprendere la scalata, sottovalutandone gli imprevisti del caso. Prima ancora di rendersene conto si è trovata zuppa di pioggia e coperta di fango, infreddolita e persino con le scarpe bucate. Alla fine in cima c’è arrivata ma era così esausta da non riuscire più a tornare indietro. E così è stata costretta a chiamare i mezzi di soccorso.

Mentre mi raccontava la sua esperienza non mi ha dato l’impressione di esserne fiera. Eppure la descrive come una delle esperienze più belle della sua vita. Certamente la ricorderà per sempre come il giorno in cui ha finalmente volato in elicottero. Tu vuo fa l’americano, Laura. Purtroppo per te, e per Simona prima di te, la verità è che la vita del trekker è una vera m**** – finite voi la frase, io mi autocensuro per evitare l’uragano Simona.

Dopo Zaneta anche Laura ci lascia. Le due ragazze hanno lasciato un vuoto incolmabile. Un vero peccato, per Simona perlomeno, che sarà l’unica a non beneficiare della loro partenza: adesso che siamo di nuovo a tu per tu dovrà tornare a sorbirsi i miei di sermoni!

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Siamo Matteo e Simona, una coppia di sposini che, ancora fresca di matrimonio, ha deciso di mollare tutto per coronare il sogno della propria vita: compiere il giro del mondo in un anno, zaino in spalla. Fu così che tutto ebbe inizio.

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