Una serie di sfortunati eventi: il tornado Zaneta

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C’è chi è baciato dalla fortuna e chi deve combattere contro una serie di sfortunati eventi.

In rapida, rapidissima successione casa Malacaria ha recentemente visto una serie di sfortunati eventi. No, non mi riferisco al ciclo di romanzi, bensì al racconto della vita di Zaneta.

Zaneta (si legge ‘gianeta’) è una ragazza polacca con il pallino per il viaggio mentre Laura, che ha nome e cognome italianissimi, proviene dagli Stati Uniti. In questa prima parte del racconto vi presento Zaneta. Mettetevi comodi e preparatevi a farvi grasse risate.

Parole, parole, parole.

Posso finalmente dire che esiste qualcuno più loquace di me. Non ha smesso di parlare un secondo! Parole a raffica, senza esclusione di colpi. La sua parlantina è una mitraglia che ha fatto secco anche me. Inizialmente sono riuscito a tenerle testa, spezzando il fiume di parole con qualche intervento intermittente, aiutato dalla sua necessità di prendere fiato tra un discorso e l’altro. Poi però, quando i discorsi hanno iniziato a perdere ogni logica, accavallandosi tra loro, ho mollato la spugna. Lo riconosco senza vergogna: ho dovuto cedere il titolo di bocca più loquace del West.

Piccolo il mondo, figurarsi un villaggio.

Il tornado Zaneta si è dunque abbattuto su Casa Malacaria mettendo a repentaglio la nostra salute cerebrale. In compenso è stato spassoso ascoltare le sue disavventure di viaggio. Della Polonia ci ha parlato con distacco, insoddisfatta, come accade a chi, nato e cresciuto in un luogo, ne conosce i risvolti meno entusiasmanti. Una piccola città che vive all’ombra di Varsavia, dove le persone vivono sommerse dall’abitudine.

Il tempo di rendersene conto che ha preso la sua decisione: lavorare, guadagnare e, appena raccolto il gruzzoletto necessario, spiccare il volo verso la prossima destinazione. Ebbrava Zaneta! E’ stato proprio lo spirito da eterna viaggiatrice che l’ha condotta in Calabria, approfittando del primo volo in offerta verso una località a lei sconosciuta.

I piatti tipici della cucina polacca.

Gli unici racconti polacchi che le hanno fatto scintillare gli occhi sono stati quelli sul Natale, trascorso in famiglia e allietato dai piatti della festa. I pierogi sono il piatto polacco più famoso. Si tratta di ravioli, tipicamente farciti con carne, che a Natale vengono eccezionalmente rivisti in chiave vegetariana con cavolo cappuccio bianco, funghi porcini e burro chiarificato. Per Zaneta, che deve lottare tutto l’anno per trovare cibo vegetariano in Polonia, è il giorno più bello del mondo. Meno entusiasmante il secondo di pesce, la carpa all’ebraica, servita fredda nella gelatina naturale del pesce stesso e accompagnata da uvetta e mandorle. Brrr… Mi vengono i brividi se penso a quella cosa gelatinosa!

Dopo la Polonia è arrivata l’Europa, che Zaneta ha esplorato in lungo e in largo. Rosico sempre quando mi parlano di territori a me sconosciuti. In quei momenti vorrei interrompere l’interlocutore, prendere il primo volo e partire. E invece no, anziché agire cogito. Perché il viaggio d’esplorazione è come la vendetta: si consuma freddo.

Una serie di sfortunati eventi.

Definire sfortunate le esperienze di Zaneta è un eufemismo. Non è una donna, è una calamita per guai! Si sa, la donna che viaggia da sola riceve spesso attenzioni indesiderate. Tuttavia quando mi raccontava di ammiccamenti, situazioni ambigue e velato esibizionismo ho pensato “bè, cara mia, te la sei andata a cercare”. Nella mia mente si è proiettato il confronto con la nostra esperienza. Aver viaggiato in coppia è stato un potentissimo repellente contro i malintenzionati. “Dimostrare che si può avere fiducia nel genere umano”, era la nostra missione. Fiducia, certo, ma con intelligenza. Quando incontro un profilo maschile con sole referenze femminili, tra l’altro abbastanza ammiccanti, preferisco rimanere col beneficio del dubbio ed evitare situazioni sgradevoli. Anche perché a quel tempo avevo promesso al suocero di riportare Simona a casa sana e salva. E non si dica mai che Matteo fa promesse da marinaio!

Grazie di tutto Zaneta!

Insomma, Zaneta, buon Diavolo della Tasmania, tu che possiedi il dono della retorica e del comizio, grazie.

Grazie perché ci hai fatto divertire con la tua spontaneità e la tua ironia.

Grazie perché ci hai dimostrato che si può viaggiare in direzione ostinata e contraria.

Grazie perché ci hai fatto capire che “una serie di sfortunati eventi” è in realtà il film della tua vita.

Ci vediamo in Polonia e semmai ti dovessi candidare in politica noi facciamo il tifo per te!

A volte capita di trovare del buono anche nella sfiga. E’ quanto capitato a Zaneta, che ha trasformato una serie di sfortunati eventi nello stimolo per spiccare il volo e conquistare il mondo.

La fortuna aiuta gli audaci. La sfortuna è un po’ più altruista: Aiuta tutti.

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