Viaggi di coppia: la storia di Patrick e Rosa e quella del colibrì

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Patrick e Rosa sono l’esempio vivente di come i viaggi di coppia cambino la vita. E anche i colibrì.

Chi l’avrebbe mai detto che in California avremmo avuto l’essenza dei viaggi di coppia? Siamo nella sconosciuta Oceanside. Come al solito a condurci in questo angolo della California sono state la birra artigianale – la California vanta la più alta concentrazione di birrifici di tutti gli Stati Uniti – e il buon Couchsurfing, che ci ha condotto a casa di Patrick e Rosa. Oggi infatti non vi parlerò della città californiana, che di fatto non abbiamo visitato, ma di questa strepitosa coppia cittadina del mondo.

Viaggi di coppia: la storia di Patrick e Rosa.

Doña Rosa – così la chiama amorevolmente Patrick, viste le origini colombiane di lei – non l’abbiamo conosciuta in quanto fuori sede. Ma ci ha pensato Patrick a riservarci un’accoglienza strepitosa. Il “dittatore” Patrick. Prima di arrivare ci ha inviato messaggi diretti e puntuali come telegrammi. Prima sulla soglia di casa ha rincarato la dose, sciorinando una serie di “regole” da osservare per una tranquilla convivenza domestica. Lo abbiamo capito subito che il buon Patrick non faceva sul serio, e sotto l’atteggiamento del burbero anziano in realtà aveva un gran cuore. Del resto eravamo finiti nelle sue fauci incuriositi dalla loro storia, la stessa che voglio condividere con voi.

Viaggi di coppia dal 1976.

Patrick e Rosa si sono conosciuti nel lontano 1976. Hanno scoperto di condividere la passione per i viaggi e ne hanno fatto la ricetta dell’eterno amore. Ancora oggi continuano ad amarsi, alimentando la loro passione con nuove conoscenze, viaggi e culture diverse. Il loro primo viaggio è stato indimenticabile: in Messico su una moto Honda, da Città del Messico a Mazatlan. E’ stato in quell’occasione che si sono resi conto di essere non solo perfetti compagni di viaggio ma anche di vita.

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Ora che sono entrambi in pensione e il loro figlio ha raggiunto l’età per essere indipendente, hanno deciso di sovvertire l’ordine delle cose e lanciarsi in una nuova, strepitosa avventura: il giro del mondo. Hanno cominciato nel 2013 con un trekking di 6 mesi attraverso la Cina meridionale, l’Australia orientale e l’Isola Settentrionale della Nuova Zelanda. Hanno continuato nel 2015, con 7 mesi in Sudamerica, alla scoperta della famiglia di lei. Adesso sono entrati nella terza e ultima fase. Quando abbiamo incontrato Patrick ci ha chiesto consigli per la tappa conclusiva del loro viaggio: Sudafrica ed Europa. Ora ditemi: esiste qualcosa di più meraviglioso di una coppia di pensionati che partono per il giro del mondo?

Coppie di ieri, coppie di oggi.

Abbiamo trascorso una serata assieme preparando la cena e raccontandoci le reciproche esperienze. Il tutto condito dalle domande irriverenti e dai commenti lapidari del buon Patrick sui nostri brevi interventi. E’ stato uno scambio generazionale molto interessante. In certi momenti, quasi eclissato dalla conversazione, mi sono divertito ad assistere a quella che, più che una conversazione, era un vero e proprio scontro verbale tra Patrick e Simona, che sembravano provare piacere a punzecchiarsi a vicenda.

Quella notte, prima di sprofondare nel sonno, mi sono lasciato andare con la fantasia, immaginando che sarebbe stato bello coronare la nostra vita coniugale partendo per il nostro secondo giro del mondo. Già leggo il titolo sui giornali: i SimuMatti ci riprovano e diventano scalmanati pensionati. Chissà che invidia avremmo fatto ai nostri figli, e chissà che coppia assortita saremo! Un sogno.

E’ vero, non si vive di sogni a occhi aperti, ma sono anche l’antidoto alla quotidianità. E allora perché privarsene quando rendono migliore la nostra vita di tutti i giorni? Ancora oggi, quando sfotto Simona per la sua scarsa propensione nello sport, riesco a immaginarla quando sarà lei il mio bastone della vecchiaia, io che tenterò scalate anche se indebolito dall’età.

Fuori è un giorno incantevole.

Il giorno dopo Patrick ci ha mostrato il suo diabolico piano. Nel salotto è orgogliosamente esposto un mappamondo, fatto di segnaposti collegati tra loro da fili, come nei film. E ogni filo conduce da un vigneto all’altro. Praticamente Patrick e Rosa hanno deciso di dedicare la propria pensione al vino. Esiste cosa più dolce?

Ma le sorprese non finiscono qui, perché prima di partire Patrick ci ha fatto un grandissimo regalo. “Fate silenzio e seguitemi” ci ha ordinato con tono perentorio. E noi, muti, lo abbiamo seguito, guardandoci negli occhi e limitandoci a fare spallucce.

A quanto pare la California in generale e Oceanside in particolare è zeppa di colibrì. Avete presente il minuscolo uccello compagno di Pocahontas? Esattamente quello. E’ l’uccello più piccolo del mondo, nonché uno dei più belli. Per fortuna è piccolo ma fa un sacco di rumore, agitando nervosamente le proprie ali per sorreggersi in volo. Il ronzio è il segnale che un colibrì si trova nelle vicinanze e solo facendo silenzio si può sperare di udirlo. E noi lo stavamo udendo.

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Patrick ci ha mostrato il suo tesoro: un ricco giardino abitato da un esercito di colibrì. Che meraviglia! Bisogna rispettare i loro spazi, perché questi piccini temono gli esseri umani e non appena qualcuno si avvicina loro scappano via come un razzo.

La parabola del colibrì come parabola di vita.

Conoscete la favola del colibrì? Ve la racconto. C’era una grande e antica foresta ricca di alberi, popolata da tantissimi animali. Quando arrivò l’estate un fuoco si diffuse rapidamente e gli animali spaventati iniziarono a fuggire. In mezzo alla confusione solo un piccolo e coraggioso colibrì cominciò a volare nella direzione opposta a quella del resto degli animali.
Quando gli animali gli chiesero perché stesse volando in direzione opposta lui rispose

“questa foresta è la mia vita, il mio nido e tutto ciò che ho costruito, così come per tutti voi. Non voglio che scompaia e mi farebbe stare molto male sapere che avrei potuto fare qualcosa per salvarla e non ho fatto nulla. Ecco perché sto volando verso il lago nel mezzo della foresta, raccolgo dell’acqua nel mio becco e la butto sopra le fiamme per mitigare il fuoco.”

Era un tentativo disperato ma il coraggio del piccolo colibrì convinse tutti gli altri animali a fare la loro parte e tutti insieme placarono l’incendio.

Cosa significa la parabola del colibrì?

Se tutti collaborassimo saremmo capaci di imprese straordinarie e ciascuno di noi dovrebbe dare il buon esempio in tal senso. Sogniamo di compiere imprese straordinarie nella nostra vita ma trascorriamo il tempo aspettando che siano gli altri a dirci come fare. Poi il tempo passa ma il momento adatto non arriva mai. Così, pur avendo a disposizione un numero sconfinato di possibilità, non ne scegliamo neanche una.

Patrick e Rosa sognavano di fare il giro del mondo da 35 anni. Nessuno gli ha detto come farlo, anzi li invitavano a desistere. Eppure lo hanno fatto. Perché volere è potere, che si tratti di viaggi di coppia, di viaggi individuali o di vita. Il resto sono scuse e lasciano il tempo che trovano.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

Molti rimangono esterrefatti dalla nostra storia,quella di Patrick e Rosa ha stupefatto noi. I viaggi di coppia esistono per consolidare un rapporto, oppure per romperli in assenza di solide basi. E la parabola del colibrì è cascata a fagiolo per ricordarci che occuparsi delle persone a noi care dovrebbe essere un piacere, non un dovere.

Prossima tappa: Los Angeles. E voi conoscevate la parabola del colibrì?

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