Viaggio in Nuovo Messico: da Santa Fe ad Albuquerque

Ancora on the road negli USA, questa volta in viaggio in Nuovo Messico. Da Santa Fe a Las Cruces passando per Albuquerque.

Dopo la splendida esperienza in Colorado prima e alle Rocky Mountains dopo era finalmente giunto il momento di iniziare il viaggio in Nuovo Messico (o New Mexico). E’ lo Stato numero 11 del nostro viaggio on the road negli USA. Eppure era la prima volta che riuscivamo a vedere qualcosa di veramente nuovo. Il cambio è stato infatti radicale: quelli che prima erano contesti urbani formati da consistenti aggregati di popolazione, strade enormi e grattacieli altissimi sono improvvisamente diventati città piccole (pueblos, termine spagnolo per ‘popolo’), strade minuscole – e semi-sterrate per giunta -, casette tipiche e mercati di quartiere. Le pompe di benzina abbandonate e le prime tracce dei nativi americani sono state la ciliegina sulla torta, a conferma che il nostro viaggio in Nuovo Messico era già iniziato. Stavamo per vedere un lato diverso degli USA e ne eravamo eccitati.

Prima tappa del viaggio in Nuovo Messico: Santa Fe.

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Canyon Road: la strada degli amanti dell’arte (e di coloro i quali hanno fiuto per gli affari).

Santa Fe è una delle più note località del New Mexico, particolarmente apprezzata dagli amanti dell’arte. Qui infatti esiste un’intera via (Canyon Road) che è una sorta di museo a cielo aperto: centinaia di opere artistiche, autoctone e straniere, sono in bella mostra per strada e all’interno delle numerose gallerie d’arte. Che abbiate o meno esigenza di portare via qualcosa è comunque una strada che merita di essere visitata.

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La piazza di Santa Fe ha fama di essere un luogo dove si fanno incontri “piccanti”.

La vicinanza col Messico è evidente. L’elemento più caratteristico sono probabilmente le trecce di peperoncini secchi esposte in piazza (Santa Fe Plaza). Non mancano poi tessuti e abiti folkloristici, così come sombreros e maracas rendono felici i turisti a caccia di souvenir.

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Le strade di Santa Fe sono zeppe di negozi di souvenir. Ma attenzione: pochissimi sono autentici.

Tutto molto bello ma non certamente tipico: contrariamente all’immagine comune questi elementi non rappresentano al 100% la tradizione messicana.

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Basta poco per rendersene conto: Santa Fe è una località a forte vocazione turistica. Della sua storia rimane solo una debole traccia di nativi americani. Li potete incontrare di fronte al Palazzo del Governatore,  impegnati nella vendita di manufatti artigianali.

Santa Fe, tutta case e chiese.

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Lo stile di Santa Fe è inconfondibile. Ed è subito Messico!

L’architettura è probabilmente il tratto distintivo della città. La struttura delle case in particolare. Costruite secondo lo stile originario dei pueblos e successivamente adattato dagli spagnoli. Piccole finestre, tetti bassi e piatti sostenuti da grosse travi di legno. Del freddo cemento neanche l’ombra: qui le pareti sono di colore rosso, spesse e realizzate con un agglomerato di fango, paglia e sabbia cotti al sole.

Santa Fe è piccina e la si può visitare in mezza giornata.

Il carattere di Santa Fe è forte: vi sembrerà di essere fuori dagli Stati Uniti senza esserlo realmente. Per la prima volta dall’inizio del nostro viaggio negli USA abbiamo sentito i rintocchi delle campane, riportando alla mente l’immagine di una qualsiasi domenica mattina. Non solo. Contrariamente al resto degli Stati Uniti, abbiamo avuto l’impressione che a Santa Fe la religione cattolica venga esibita con orgoglio.

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Ovviamente il baluardo della religione cattolica sono le chiese e non potevamo esimerci dal visitarle. Abbiamo visto – dall’esterno in quanto chiusa – la Chiesa di San Loretto. Al suo interno è custodita la cosiddetta “scala miracolosa”. Secondo la leggenda, durante la costruzione della chiesa vi furono numerose difficoltà. Finché un giorno uno sconosciuto si propose come carpentiere. Fu lui a ultimare celermente i lavori, per poi ritornare da dove era venuto senza dire niente a nessuno. Chi realmente fosse  e come abbia fatto a ultimare i lavori così velocemente rimane un mistero.

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Molto bella anche la San Francis Cathedral dedicata a San Francesco d’Assisi. La cattedrale è particolarmente gettonata tra le coppie che intendono celebrare il matrimonio. Il giorno della nostra visita ne erano in corso addirittura due e hanno riportato alla mente i ricordi ancora vivi del nostro matrimonio.

Cosa visitare a Santa Fe.

Vi diamo qualche consiglio alla luce della nostra passeggiata di mezza giornata. Potete visitare il mercato alimentare (Santa Fe Farmers Market), ma tenete a mente che dopo le 14:00 lo troverete chiuso. Si trova nei pressi della stazione ferroviaria, ben riconoscibile dalla torretta che la segnala. Impossibile sbagliare.

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Poco fuori dal centro vi segnaliamo il Meowwolf, un museo-non-museo molto apprezzato dai turisti. Apparentemente è un’abitazione come tutte le altre, invece è una casa “viva”: gli oggetti inanimati sono in realtà installazioni artistiche e videografiche con le quali i visitatori possono interagire. Per esempio: la porta di un frigorifero è la porta su un’altra stanza; oppure l’oblò della lavatrice è un vortice da cui si viene risucchiati. Praticamente più che una casa è un parco giochi.

Se poi siete in vena di escursioni vi segnaliamo che a pochi passi da Santa Fe si trova La Cieneguilla Petroglyphs. Si tratta di un sito archeologico in cui sono state rinvenute incisioni rupestri di epoca pre-colombiana. Noi le abbiamo viste giusto in tempo per sfuggire all’arrivo di un improvviso acquazzone, che ci ha costretto a rientrare anticipatamente a casa.

Alloggio a scatola chiusa, astenersi paurosi.

A Santa Fe siamo stati ospiti di Sean, conosciuto tramite Couchsurfing. Sean è un viaggiatore seriale: ha sempre viaggiato zaino in spalla trotterellando da un’escursione all’altra. Oggi è vegetariano, in passato è stato vegano e sta attualmente seguendo una dieta povera di zuccheri e ricca di grassi. A me ha fatto assaggiare la sua ricetta segreta: uova strapazzate in salsa piccante di peperoncini verdi. A colazione sono una vera bomba!

Non ha ancora appeso le scarpe da trekking al chiodo, ma oggi Sean è più stabile, occupandosi di ingegneria edile a carattere green. La sua casa ne è la palese dimostrazione: quasi interamente costruita in legno, rigorosamente fai-da-te. Tutto molto bello se non fosse che il bagno si trova in una costruzione separata. Per raggiungerlo occorre attraversare un giardino di rovi.  Di giorno non è un problema, però di notte fa un po’ paura in totale assenza di luci. E’ il bello di alloggiare tramite Couchsurfing: ogni volta è una sorpresa. E’ per questo che ci piace!

Il viaggio in Nuovo Messico continua: da Santa Fe a Las Cruces.

La cittadina di Las Cruces è stata una tappa di passaggio durante il nostro viaggio in Nuovo Messico. Si tratta di una località di 75.000 abitanti situata tra Santa Fe e Albuquerque. Non è però sconosciuta come sembra. Si tratta infatti di una delle città a più rapida crescita di tutti gli Stati Uniti, addirittura la seconda del Nuovo Messico dopo la vivace Albuquerque.

A renderla tanto attiva è proprio la vicinanza con il Messico, che si traduce in un tripudio di attività commerciali. Noi eravamo completamente all’oscuro di tutto ciò. Lo abbiamo scoperto facendo nuovamente richiesta di alloggio su Couchsurfing. Un super alloggio tra l’altro. E non mi riferisco al fatto di aver ricevuto camera e bagno privati, quanto al fatto di aver conosciuto una delle coppie più ganze di sempre.

Kristopher e la sua compagna sono arrivati a casa di notte, muniti di casco e in sella alla loro moto da strada. Abbiamo subito pensato che fossero veramente cool. Lui è un geologo con la passione per la fotografia. Ama la natura selvaggia e si lancia in ardite esplorazioni sulle montagne per conciliare lavoro e passione. Lei ha da poco avviato la propria impresa di vendita di prodotti alimentari salutistici e strizza l’occhio al marketing digitale.

Si sono conosciuti in occasione di una festa, si sono piaciuti e hanno iniziato a frequentarsi. E adesso convivono. La loro avventura più avvincente è stata un campeggio di tre settimane nella natura selvaggia, completamente soli a eccezione della compagnia di un orso nero. Loro giurano che tra le due parti è stato l’orso ad avere maggiore paura. Tuttavia, a pochi giorni dal nostro primo campeggio nel selvaggio West, quella storia ci ha messo su una fifa cane.

Ultima tappa del viaggio in Nuovo Messico: Albuquerque e la fabbrica di metanfetamina.

Il giorno dopo ci siamo spostati da Las Cruces  ad Albuquerque. La città è famosa per due cose: il festival delle mongolfiere – che abbiamo perso per un soffio –  e per aver ospitato le riprese del famoso telefilm Breaking Bad. A me questo telefilm piace un sacco, pertanto sapevo che Albuquerque sarebbe stata una tappa obbligatoria del nostro viaggio in Nuovo Messico. E’ stata una visita non convenzionale. Per una volta niente chiese, musei o escursioni. Abbiamo invece optato per un tour fai-da-te delle location utilizzate per le riprese cinematografiche. Presto vi raccontiamo i dettagli.

Ancora una volta Couchsurfing ci ha dato una mano: abbiamo conosciuto una guida d’eccezione. Il suo nome è Jenny. Vive con due gatti di nome Toly e Dimitri e svolge il mestiere più figo del mondo. Lei è una… Bè, a dire la verità non ci abbiamo capito granché. Quel che abbiamo capito è che opera nel settore cinematografico, si occupa di scenografia e contenuti ed è di fatto la figura che siede di fianco al regista.

Il suo lavoro consiste nel coordinare l’intero team (attori e telecamere), assicurandosi che tutti i dettagli delle riprese siano coerenti tra loro. Un lavoro che richiede una memoria straordinaria. Ed ecco perché dico che è stata la guida perfetta per il nostro Breaking Bad tour: ha lavorato con alcuni degli attori della serie!

Curiosi di saperne di più sul nostro Breaking Bad tour? Leggete l’articolo dedicato!

Dopo case, autolavaggi e fabbriche di metanfetamina abbiamo concluso la giornata alla grande visitando il Vulcano Park, a pochi passi da Albuquerque. Si tratta di un sito archeologico protetto, caratterizzato dalla presenza di alcuni vulcani dormienti e da rocce con incisioni rupestri di origini pre-colombiane. Il tempismo della nostra visita è stato perfetto. Siamo giunti lì poco prima del tramonto, godendo del parco tutto per noi. E’ stata una faticaccia arrampicarsi di corsa sul fianco del vulcano prima che il sito chiudesse. Però una volta giunto in cima, grazie al gioco di luci soffuse al tramonto, ho potuto scattare una cartolina che rimarrà indelebilmente incisa nel mio cuore.

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Il viaggio in Nuovo Messico si conclude all’insegna del cibo.

Per suggellare la fantastica giornata ci siamo concessi una cena pantagruelica. Jenny proponeva una pizza, orgoglio italiano. Noi però, per quanto innamorati della pizza, all’estero preferiamo mangiare locale. E allora tutti da Sadie’s of New Mexico, ristorante con cucina cosiddetta Tex-Mex e considerato il migliore in questo campo per quattro anni di fila. Grazie a porzioni a dir poco esagerate abbiamo (ri)scoperto il perduto senso di sazietà. Non fate il nostro stesso errore: nel Tex-Mex ogni piatto vale per due.

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Cibo ne abbiamo? La mia espressione è eloquente!

Grazie al nostro viaggio in Nuovo Messico abbiamo scoperto un aspetto diverso degli USA. Abbiamo così aggiunto un altro tassello alla soluzione del grande puzzle chiamato Stati Uniti.

Anche voi avete compiuto un viaggio in Nuovo Messico? Dove siete stati?