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Zion Park: ecco il tesoro del fiume Virgin - SimuMatti

Zion Park: ecco il tesoro del fiume Virgin

Lo Zion Park si trova nello Utah ed è uno dei parchi nazionali più famosi degli Stati Uniti.

Prosegue il nostro viaggio di nozze: ci lasciamo alle spalle l’Arizona e subito dopo il Bryce Canyon è la volta dello Zion Park nello stato dello Utah. Dopo la prima positiva – e gelida – esperienza di campeggio si sperava di riuscire a bissare l’esperienza. Purtroppo per noi abbiamo scoperto che lo Zion Park è un Parco Nazionale gremito di visitatori, tant’è che non ci è stato possibile trovare spazio per campeggiare. Si confidava nella soluzione “chi prima arriva meglio alloggia” (tecnicamente si chiama ‘first come, first serve’), pertanto siamo arrivati lì prima delle ore 10:00. Abbiamo fatto i salti mortali per riuscirci, sperimentando l’ebrezza della colazione in macchina, alternandoci alla guida. Ahimè è stato tutto vano.

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Non solo, perché oltre al danno c’è la beffa: non solo non abbiamo potuto piantare i paletti ma ci siamo pure dovuti sorbire un’attesa di oltre 40 minuti per trovare parcheggio. E non è finita qui: all’interno dello Zion Park non è possibile utilizzare l’automobile e bisogna ricorrere al trasporto pubblico interno. Questo ci ha costretto ad attendere parecchio prima di poter salire sulle navette.

Tutti ne parlano come se fosse l’ottava meraviglia del mondo ma…

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E’ valsa la pena sorbirsi traffico e fila per godersi lo Zion Park? Sicuramente sì. Però lasciate che vi dica una cosa: lo Zion Park è un bel po’ sopravvalutato. Il Parco in sé è bello, per carità, però i visitatori che vi si riversano a fiumi spezzano la magia a cui ci eravamo abituati in Arizona. E a dirla tutta anche i trail non sono un granché. Devo ammettere che non abbiamo realizzato uno dei suoi trail più suggestivi ma è anche vero che si tratta di un percorso estremo, adatto a pochi esperti – non per nulla in passato ci sono stati ben 7 morti  – e che non soffrono di vertigini.

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Il nostro nuovo compagno di merende

Ci siamo invece divertiti ad attraversare il percorso chiamato The Narrows. Lo scopo è guadare il fiume Virgin – con l’acqua gelida che arriva sino alla vita – per raggiungere il punto più stretto del Canyon, dove le sue pareti si abbracciano. Giusto per farvi capire quanto fredde vi cito il commento di un altro visitatore: “l’acqua dell’Alaska è fredda ma questa è dannatamente fredda!”.

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I piedi si abituano velocemente e diventano presto insensibili alla temperatura dell’acqua ma purtroppo rimangono sensibili alle rocce del fiume, che quando non sono sdrucciolevoli sono terribilmente appuntite. Insomma, attraversare il fiume è stata una faticaccia!

And the winner is…

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… Simona! Dopo l’iniziale titubanza si è lanciata in mezzo alle acque come Sampei alle prese con una carpa gigante. Proprio lei che ha paura delle escursioni sull’acqua, proprio lei che soffre il freddo. Ha così nuovamente superato un suo limite, dimostrando di essere lei stessa una forza della natura. Si concludeva così un’altra bellissima esperienza. Eravamo stanchi ma soddisfatti. L’immersione nell’acqua gelida ci aveva fatto dimenticare la stanchezza. Avremmo riposato quella sera dopo esserci augurati la buonanotte con una bella birretta. Ebbene sì, a modo nostro ce la stavamo godendo. Alla salute!

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Con lo Zion Park alle spalle l’indomani sarebbe stata la volta di un altro grande parco nazionale, probabilmente il più celebre degli Stati Uniti: il Grand Canyon.

Avete visitato anche voi lo Zion Park? Vi è piaciuto?

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